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Taglio delle pensioni, decreto rinviato: cosa sta succedendo
(Getty images)

Annunciato in pompa magna qualche tempo fa, il taglio delle pensioni “d’oro” è stato rinviato, quali sono i motivi dietro a questo rinvio?

Lo scorso 23 giugno il vice premier Luigi Di Maio aveva comunicato per la prima volta l’intenzione del governo di tagliare le pensioni d’oro, ovvero quelle superiori ai 5 mila euro non corrispondenti ai reali contributi versati dai pensionati. Nei giorni successivi, il leader pentastellato aveva spiegato che nel taglio sarebbero state coinvolte quelle pensioni che superavano i 4 mila euro, i tagli sarebbero serviti, almeno in teoria, ad aumentare le pensioni minime, ma il ricavato non sarebbe stato sufficiente ad ottenere la cifra necessaria a garantire un aumento delle pensioni minime consistente. Ciò nonostante ad inizio luglio Di Maio aveva annunciato che il decreto era pronto e che il prossimo passo sarebbe stato quello del taglio ai vitalizi (decisione che ha creato non poche polemiche). In questo inizio settimana di agosto a 9 giorni dalla pausa estiva del parlamento (ferragosto) non si hanno tracce del decreto in questione, quali sono i motivi di questo ritardo?

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Taglio delle pensioni, decreto rinviato: le cause del rinvio

I motivi del rinvio sarebbero due, il primo è il veto comunicativo e legislativo sulle proposte economiche imposto dal ministro dell’Economia Giovanni Tria in attesa della presentazione della legge di Bilancio che dovrebbe essere proposta il prossimo ottobre. In questa ci dovrebbe essere un piano propedeutico per inserire la flat tax voluta dalla lega ed il reddito di cittadinanza richiesto dal Movimento 5 Stelle. In una recente intervista concessa da Tria si è parlato delle due riforme ma è stata tralasciata quella sulle pensioni, il che non significa necessariamente che verrà applicata. Il secondo motivo sarebbe legato ad una divergenza di opinioni tra i due partiti al governo: la Lega non approva il taglio alle pensioni ed il consulente del carroccio in tema previdenziale Alberto Brambilla avrebbe già proposto una soluzione alternativa: un contributo solidarietà temporaneo a carico delle pensioni più alte. A queste due motivazioni politiche ne va aggiunta una pratica, in questi giorni il parlamento ha lavorato sul decreto dignità e sul decreto milleproroghe che vanno convertiti in legge entro 60 giorni e che hanno dunque avuto una priorità.

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