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Monviso (Photo by De Agostini/Getty Images)

Un alpinista che ha scalato il Monviso ha rifiutato di scendere dal monte con l’elisoccorso ed ha iniziato la discesa in solitaria: è morto a poche ore di distanza.

Un esperto alpinista di 60 anni, originario di Ravenna, ha scalato con un coetaneo il Monviso, che è la cima più alta delle Alpi Cozie, ma ha perso la vita durante la discesa. L’incidente è accaduto subito dopo che l’amico aveva chiamato l’elisoccorso perchè procedesse al suo recupero. L’amico, infatti, si sentiva troppo stremato per procedere alla discesa del monte Monviso ma il 60enne non aveva voluto sfruttare l’aiuto dei soccorsi ed aveva optato per un declivio in solitaria dalla montagna.

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Dopo aver rifiutato il soccorso, l’alpinista muore sul Monviso

Famoso per le sorgenti del Po e montagna più alta delle Alpi Cozie, il Monviso aveva riservato grandi emozioni all’alpinista 60enne, tanto da non farlo, forse, rendere conto abbastanza della grande stanchezza accumulata durante il suo viaggio esplorativo. L’uomo, infatti, ha bivaccato assieme all’amico sulla cresta est, a circa 3600 metri di altezza ed i due hanno dormito all’aperto fra le intemperie portate dal maltempo. L’amico, infatti, al mattino ha espresso la grande stanchezza che stava provando dopo la lunga nottata ed ha deciso di rinunciare alla discesa. Il compagno di viaggio ha allertato, dunque, l’elisoccorso in cerca di un aiuto per tornare a valle. L’alpinista 60enne, però, ha deciso di non approfittare dei soccorsi sentendosi, forse, ancora in forze abbastanza da farcela da solo.

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Neanche l’amico è riuscito a spiegare il motivo che ha spinto il coetaneo a rifiutare l’aiuto ma, la cosa che davvero importa, è che questo esperto scalatore sia morto a 3841 metri di altezza, all’incirca dove se ne sono perse le tracce. Alle chiamate del compagno, infatti, lo scalatore non aveva risposto esattamente come non era mai arrivato al punto di ritrovo, il rifugio Quintino Sella, in cui era atteso prima della tappa finale del Pian del Re. L’uomo è stato visto precipitare da un rocciatore tedesco, che è stato anche colui che ha lanciato l’allarme. La dinamica dell’incidente non aveva dato fin dall’inizio aspettative positive come riferito dal Soccorso Alpino per cui la caduta stessa “appariva incompatibile con la vita” ma l’eliambulanza del 118 di stanza a Levaldigi, nonostante le condizioni meteo avverse, è riuscita a recuperare almeno il corpo senza vita dell’appassionato scalatore.

Marta Colanera