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Terni, la mamma che ha abbandonato e ucciso il figlio non va in carcere

La notizia è piuttosto controversa e ha da subito scatenato un forte dibattito. La mamma che ha abbandonato il bambino appena partorito causandone l’atroce morte in un sacchetto di plastica è stata denunciata a piede libero e non andrà in carcere per quello che ha fatto. Decisivo in questo senso il fatto che abbia già una bimba di due anni. Proprio per questo motivo i giudici non hanno voluto allontanarla da lei. La donna se riconosciuta colpevole alla fine del processo rischia una pena massima fino a 12 anni che secondo alcuni è fin troppo bassa. Molti si chiedono come mai questo crimine non sia paragonato a tutti gli effetti ad un normale omicidio per il quale le pene sono ben più severe.

Nel frattempo quello che già tutti immaginavano, l’orrore a cui nessuno però voleva pensare, trova conferma nell’autopsia eseguita oggi sul corpicino del neonato abbandonato a Terni e poi morto dentro ad un sacchetto di plastica. Il piccolo, quando la madre di 27 anni poi rea confessa lo ha abbandonato in un sacchetto fuori da un supermercato, era ancora vivo. Il bambino nato da un paio d’ore è dunque morto per asfissia e per ipotermia. E’ quanto stabilito dall’autopsia eseguita stamattina dal professor Mauro Bacci. I risultati definitivi di questo esame arriveranno fra 60 giorni, ma le prime evidenza vanno proprio in questo senso.

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Il medico ha escluso con certezza la morte causata da malformazioni, malori o un decesso provocato da violenze subite. La donna è stata denunciata a piede libero e rischia fino a 12 anni di carcere.

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