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Daisy Osakue
(Facebook)

Daisy Osakue, identificati i tre aggressori che si giustificano: “Era una goliardiata”, era il settimo episodio negli ultimi due mesi.

Svolta nell’inchiesta sull’aggressione di Moncalieri ai danni di Daisy Osakue. Nel pomeriggio di oggi sono stati fermati tre ragazzi italiani residenti a Vinovo, La Loggia e Moncalieri. I giovani, come era emerso, hanno utilizzato una Fiat Doblò. Quest’auto è risultata essere intestata al padre di uno dei ragazzi. La giovane aggredita, nata e cresciuta a Torino, è divenuta italiana solo da qualche anno (al compimento della maggiore età nel 2014) ed è uno dei talenti di spicco della nazionale italiana d’atletica.

Identificati gli autori dell’aggressione a Daisy Osakue

I giovani ai carabinieri hanno spiegato che il lancio di uova era una “goliardata”, ora devono rispondere di lesioni e omissioni di soccorso. Non c’è l’aggravante del razzismo, anche perché i ragazzi avevano precedentemente colpito una donna italiana con le stesse modalità. Si tratta di Brunella Gambino, 48 anni, che ha denunciato al ‘Corriere della Sera’ un episodio analogo. Diversi episodi di razzismo sono stati segnalati in queste ultime settimane nel nostro Paese e quello di Daisy Osakue è sembrato in principio un episodio ascrivibile a questo genere di situazioni.

La stessa atleta azzurra aveva spiegato: “Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore”. Aveva parlato quindi di “atto di codardia” e sostenuto: “Per fortuna è soltanto una abrasione. Qualche giorno di riposo, qualche goccia e dovrei star bene. Il gesto non è stato accompagnato da insulti a sfondo razzista”. Stamattina, i carabinieri hanno raggiunto l’abitazione del proprietario dell’auto a Vinovo. Tracce di uova erano presenti sulla carrozzeria, così l’uomo è stato accompagnato in caserma, dove ha spiegato che il figlio 19enne talvolta utilizzava l’auto. Il giovane, interrogato a sua volta, ha ammesso l’accaduto, coinvolgendo i due complici e parlando di sette episodi in due mesi.