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Dramma Bode Miller, la moglie: "Ho visto il corpo di mia figlia galleggiare in piscina"
(Instagram)

Morgan Beck, moglie di Bode Miller, racconta a distanza di due mesi il dramma vissuto da lei e suo marito quando hanno visto il corpo della piccola Emmie dentro la piscina.

A distanza di 2 mesi da quanto capitato alla festa a casa di amici, Morgan Beck, moglie del campione americano di sci Bode Miller ha rilasciato alla ‘Nbs’ un’intervista in cui ha parlato degli istanti precedenti alla morte della figlia Emmie. La donna spiega che si trovava in una stanza con gli amici quando si è accorta che la figlia, un attimo prima con lei nella stanza, non c’era, quindi ha notato la porta aperta ed è subito andata a controllare dove fosse finita, in quel momento ha visto ciò che non avrebbe voluto vedere mai: “Ho visto il corpo di mia figlia galleggiare in piscina”. A quel punto Morgan si è gettata in piscina nel vano tentativo di salvarle la vita, ma purtroppo non ci è riuscita. A nulla sono serviti i tentativi dei paramedici chiamati poco prima.

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Dramma Bode Miller, Morgan Beck: “Nessun’altra famiglia deve provare questo dolore”

Il giorno stesso in cui è uscita l’intervista Morgan ha scritto un messaggio sul proprio profilo Instagram dove si augura che nessun altro genitore debba provare il dolore che lei e suo marito hanno provato quel giorno e continuano a provare. Il messaggio, accompagnato da una foto della piccola Emmie sulla neve, è anche un tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul pericolo rappresentato dalle piscine per i bambini di 4 anni: “Sono passati 37 giorni da quando la mia piccola è stata portata via. Spero che nessun altro genitore provi questo dolore”, quindi dopo aver ringraziato una donna che l’ha aiutata a superare questo momento difficile e un’associazione che si occupa proprio di queste situazioni, aggiunge: “L’annegamento è la principale causa di morte tra i bambini dagli 1 ai 4 anni. Discutiamo di vaccinazioni, seggiolini per la macchina, cibo biologico… ma il primo rischio per l’incolumità del vostro bambino è proprio l’annegamento, un killer silenzioso. Sono bastati pochi secondi”.

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