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(Websource)
A Codevigo, in provincia di Venezia, un 56enne ha tentato di soffocare sua suocera ma colto in fallo si è giustificato dicendo di stare effettuando una manovra di stimolazione.
Un 56enne di Codevigo, in provincia di Venezia, si è recato a trovare sua suocera presso un ospedale di Chioggia ricoverata presso la struttura sanitaria a causa di un’ischemia cerebrale. L’anziana di 83 anni stava, dunque, dormendo quando la sua assistente è uscita dalla stanza per lasciarla riposare. Al genero, in quanto parente della signora, è stato lasciato libero accesso alla stanza e questi è entrato non appena la donna è rimasta sola. L’assistente, però, non essendo a conoscenza del fatto è rientrata nella stanza subito dopo e si è trovata di fronte all’incredibile scena.

Colto sul fatto il 56enne si è giustificato: “Era una tecnica per stimolarla”

Il genero 56enne è entrato nella stanza dell’anziana per ‘finire il lavoro’ che la malattia non aveva completato. Per quanto grave, infatti, l’ischemia cerebrale subìta dalla donna non le è stata fatale e questa si stava riprendendo rapidamente. La donna era prossima alle dimissioni dall’ospedale ma, come da ipotesi delle Forze dell’Ordine che indagano sul caso, il rientro avrebbe potuto essere un ulteriore peso economico per l’uomo, disoccupato, e questo potrebbe averlo spinto a pensare di eliminare ‘il problema’ alla radice. Quando l’assistente dell’anziana signora è rientrata nella stanza ha notato che il 56enne stava tenendo un telo cerato sulle vie respiratorie della suocera che, con le sue esigue forze, stava cercando di opporre resistenza. Accortosi di essere stato preso con ‘le mani nel sacco’ l’uomo si sarebbe giustificato dicendo: “Era una tecnica per stimolarla, una manovra sconosciuta ai medici”.
L’assistente, però, non ha creduto alle sue parole ed ha dato l’allarme. L’uomo ha continuato ad tener fede alla sua versione, giustificata dalla presenza di uno smartphone che il 56enne avrebbe utilizzato per attenersi alle regole della pratica innovativa. Il genero non è stato creduto ed il suo racconto non è stato considerato verosimile tanto che le ipotesi in corso sono concentrate, invece, più sulla cospicua eredità che dalla morte dell’anziana sarebbe arrivata alla famiglia del 56enne.
Le indagini vedono nel fattore economico la leva principale che ha portato al gesto estremo e l’uomo è finito in manette dopo la decisione del Gip del Tribunale di Venezia che ha emesso una misura cautelare per l’ipotesi di tentato omicidio, notificata dai Carabinieri di Chioggia.
Marta Colanera