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David Silva
(Julian Finney/Getty Images)

Il dramma di David Silva, il figlio neonato stava per morire, poi il miracolo: “Il calcio passa in secondo piano quando hai problemi di questo tipo”.

David Silva, fuoriclasse del Manchester City e della nazionale spagnola, torna a parlare del dramma vissuto qualche mese fa quando è nato il suo bimbo estremamente prematuro e lui si è allontanato dal suo lavoro saltando 8 partite di campionato per dedicarsi anima e corpo al suo piccolino in grave difficoltà.

Ecco le sue parole cariche di commozione: “Ero spaventato a morte. Erano i momenti più difficili, i mesi più complicati della mia vita. Sono venuto in Spagna e ho parlato con i medici, hanno avuto risposte diverse, non sapevamo cosa sarebbe successo domani. Non puoi concentrarti al 100% sul tuo lavoro o professione quando hai un problema di questo tipo. Quando torni nello spogliatoio e guardi il tuo cellulare, cominci a chiederti: “Cosa sta succedendo, sta migliorando?”. Se ho un problema, quando mi sento un po’ depresso, – spiega Silva – lo guardo. Mio figlio ha attraversato un periodo difficile, ma mi aiuta a essere di nuovo più forte. È cambiato molto il modo in cui penso alla vita. La mia priorità è cambiata, ma il mio modo di vedere il calcio non è cambiato. Matteo continua a migliorare e questo miglioramento per me è come un carburante”.

“Grazie a Dio ora tutto va bene. I medici stanno eseguendo ancora esami diversi su mio figlio, ma tengo le dita incrociate perché tutto va bene. Sono molto contento e sarò pronto al 100% per la nuova stagione. È cambiato molto il modo in cui penso alla vita. Ora la mia priorità si è spostata completamente sulla mia vita familiare. Ma non è cambiato il mio modo di vedere il calcio”.