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(Websource)

Una donna di 37 anni è morta mentre era in vacanza con la famiglia per aver mangiato del pollo crudo.

Natalie Rawansley, 37enne inglese, era partita per le vacanze con la famiglia ed aveva ordinato del pollo, ingnara che questo le sarebbe stato servito crudo. La vacanza in Grecia per la mamma inglese stava procedendo regolarmente quando l’episodio ha distrutto in un attimo la sua vita e quella di tutta la sua famiglia perchè non solo il ristorante le aveva servito del pollo crudo ma la 37enne lo aveva mangiato senza accorgersene. Il pollo non essendo cotto aveva mantenuto inalterato lo stato attivo del batterio e-coli che l’ha portata velocemente alla morte. La donna, in realtà, non aveva dato che qualche morso prima che suo marito le suggerisse di lasciare la pietanza, a suo parere troppo cruda. La 37enne, seguendo il consiglio del coniuge, infatti, aveva convenuto di passare ad un’altra portata ma questo non ha impedito al batterio killer di attaccare il suo organismo indissolubilmente.

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Il processo sta individuando i responsabili per la morte della 37enne che aveva mangiato del pollo crudo

Secondo quanto riportato dalle testimonianze al processo per individuare i responsabili per il decesso della 37enne, morta per aver mangiato del pollo crudo,  sono state individuate più concause. Il marito ha riferito: “Ad un certo punto mi sono accorto che sul suo pollo c’era del sangue, così lo ha sostituito con un altro pezzo. Aveva mangiato comunque qualche boccone dell’altro pezzo”. L’attenzione dell’uomo non ha impedito, però, che anche attraverso quei pochi morsi il batterio attaccasse l’organismo della donna inglese che, infatti, ha iniziato subito ad accusare malessere. Corsa in ospedale assieme alla famiglia la donna ha riferito al medico greco i sintomi, vomito e nausea, attraverso i quali il dottore ha effettuato la sua diagnosi. Diagnosticandole una banale gastointerite il medico ha allertato i congiunti della donna di adottare alcune semplici precauzioni preventive fra cui quella di mantenere una certa distanza con la malata fino a guarigione, per evitare che il batterio fosse contratto anche dagli altri membri della famiglia. Qualche ora dopo, però, il malessere della 37enne si era già tramutato in una corsa contro il tempo per tentare di salvarla: “Verso le 13 del giorno dopo, ho notato che il suo cardiofrequenzimetro si stava indebolendo, così ho urlato per chiamare l’infermiera. Ero con mio cognato. Ci hanno fatto subito uscire dalla stanza, ma dopo circa 5 minuti sono usciti per dirci che non c’era più nulla da fare. Natalie era morta”.

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I batterio e-coli che aveva contratto, infatti, ha un’incubazione estremamente veloce e, nei casi più gravi, la velocità di attacco al corpo è talmente forte da non permetterne neanche l’individuazione o la cura prima che sopraggiunga la morte.

Marta Colanera