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Serle, le rivelazioni di un testimone che ha visto la bambina scomparsa
Iuschra

Serle, un testimone continua a sostenere di aver visto Iuschra, la bambina scomparsa settimana scorsa, andare in un’altra direzione rispetto a quella in cui si sono rivolte le ricerche, ma la sua testimonianza non è stata ritenuta attendibile.

Già settimana scorsa un 30enne che abita nei pressi dell’altopiano delle Cariadeghe, lo stesso dal quale è scomparsa settimana scorsa la piccola Iuschra, aveva detto agli investigatori di aver visto la bambina seduta su una panchina di legno: “Venerdì scorso l’ho vista seduta su una panchina di legno. Le ho detto ciao ma è scappata di corsa”, aveva spiegato il giovane che poi ha anche aggiunto: “Dovete cercarla verso San Gallo, verso Botticino”. La sua testimonianza è stata ritenuta inattendibile dagli investigatori dato che il ragazzo in questione ha precedenti di mitomania (dunque potrebbe aver detto di averla vista solo per entrare a far parte delle indagini) e penali. In queste ore, però, il 30enne è stato riascoltato dai Carabinieri, la sua testimonianza potrebbe aprire un spiraglio nelle ricerche dato che fino ad oggi non sono state trovate piste nella zona battuta dai volontari e dagli operatori. Una mancanza di tracce ritenuta inspiegabile che ha anche spinto gli investigatori a vagliare l’ipotesi rapimento.

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Serle, bambina scomparsa: le ricerche continuano a ranghi ridotti

Nel frattempo le ricerche continuano senza sosta, ma a ranghi ridotti: ieri mattina il drone ha fatto l’ultimo giro di perlustrazione diurno e la notte precedente l’ultimo volo notturno, ritirati dal campo anche gli speleologi dato che tutte le cavità, le caverne ed i burroni della zona sono stati esplorati più volte senza risultati. In zona permangono un centinaio di ricercatori tra volontari ed operatori a cui si affiancano i cani molecolari dell’unità cinofila delle forze dell’ordine ed i cani olandesi specializzati in salvataggi, i ‘Reddingshonden‘ arrivati nei giorni scorsi proprio per aiutare nelle ricerche. A seguire, come ogni giorno, da vicino le ricerche è il padre di Iuscha, Gazi Md. Liton, il quale non abbandona la speranza di poter riabbracciare la figlia.

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