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Bambino di 19 giorni trovato morto: è stato torturato e ucciso dai genitori
(Websource)

Bambino di 19 giorni trovato morto in casa a causa di una polmonite. Le analisi sul corpo hanno però evidenziato segni di tortura da parte dei genitori che sono anche colpevoli di aver ignorato i segnali della malattia del figlio.

Una storia agghiacciante quella che ha condotto alla morte di Baley Smyth Osborne, bambino di soli 19 giorni morto in casa a causa dell’aggravarsi dei sintomi della polmonite che hanno portato ad una forma aggravata di sepsi (infezione generalizzata). I due genitori del piccolo Bailey, Marina Smyth e Michael Osborne, hanno chiamato immediatamente le autorità quando si sono accorti che il figlio non respirava e sin dal primo momento sono stati indagati per grave negligenza. Poi dall’autopsia è emerso che, oltre ai segni della malattia, sul corpo del piccolo c’erano anche tracce di bruciature sul capo e sui genitali, nonché segni di violenza sul capo e sul resto del corpo che evidenziavano ripetute torture ai danni del neonato.

Bambino di 19 giorni trovato morto in casa: i genitori condannati ad 8 anni di carcere

Sebbene dunque la causa della morte non siano state le ripetute violenze perpetrate ai suoi danni, i due genitori sono stati accusati di violenza continuata e tortura ai danni di un neonato e successivamente condannati dalla giuria. La coppia si è difesa dalle accuse sostenendo di non aver mai inferto dolore al figlio volontariamente, ma i referti medici e le prove contraddicevano la loro versione ed i giurati li hanno ritenuti colpevoli di violenza reiterata e torture ai danni del neonato condannandoli a 8 anni di carcere che sarebbero stati di più se le ferite cagionate al piccolo fossero state letali.

Il bambino è morto a causa della polmonite, ma secondo gli inquirenti i segni della malattia sono stati deliberatamente ignorati dai due genitori che erano maggiormente concentrati a continuare il loro progetto criminale piuttosto che curarsi delle condizioni del piccolo. Come riportato dal ‘The Sun’, l’avvocato della pubblica accusa ha dichiarato in aula sulle violenze: “E’ parere dell’accusa che uno dei due imputati abbia inferto le ferite al bambino e che l’altro, sebbene non le abbia fisicamente procurate, ha permesso che venissero inferte fallendo in questo modo di compiere i passi corretti affinché Bailey fosse protetto da ferite prevedibili”.

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