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(Screenshot video)

Gli autodemolitori sono in protesta su via Cristoforo Colombo e la polizia è intervenuta per monitorare la situazione.

Gli autodemolitori hanno manifestato a Roma all’altezza di via Cristoforo Colombo 44 con un sit-in che è durato per ore. Il  motivo della protesta è la chiusura di alcune attività e dalla dichiarazione del Campidoglio che ha ribadito di voler mettere “ordine nel settore” degli sfasciacarrozze romani. La mancata proroga delle autorizzazioni aveva messo in ginocchio il settore ad inizio luglio ed il presidente Arder, associazione romana demolitori e rottamatori, era già intervenuto sul tema. “Tutti gli autodemolitori eccetto uno sono in proroga con l’obbligo di delocalizzazione e l’obbligo per il Comune di trovare dell’area. Per questo sono loro gli illegali perché non hanno trovato le aree dove portare le aziende”, aveva detto il presidente Mario Di Nunzio riguardo l’argomento. Il problema nasce principalmente, quindi, su chi debba concedere le autorizzazioni temporanee ai 114 sfasciacarrozze della capitale o, in alternativa, individuare nuove soluzioni ecosostenibili. Il rimpallo di responsabilità sulla questione fra Comune e Regione ha portato oggi i manifestanti a bloccare il traffico ed, addirittura, ad un gesto estremo.

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Autodemolitori in protesta: corteo ferma la Cristoforo Colombo e manifestante minaccia di buttarsi

I dubbi sul poter mantenere o meno la propria attività ha portato il corteo di autodemolitori romani a riversarsi sulla strada causando il blocco della via ad alta percorrenza per diverse ore. Lo spiegamento di forze che si è riversato per cercare di domare il malanimo è stato enorme perchè sono intervenuti sul posto la polizia municipale, i vigili del fuoco e anche i soccorritori del 118 per monitorare un manifestante che ha annunciato di volersi gettare da un’altissima impalcatura.

Come dichiarato dal loro portavoce, il presidente dell’Arder, ad inizio luglio i manifestanti, soprattutto dopo l’esito negativo dato da Comune e Regione al ministero dell’Ambiente, presidiato dal sit-in, ritengono di stare pagando “la responsabilità di 20 anni di amministrazioni capitoline. Tutte, senza distinzione di colore”. Il gruppo di manifestanti si è, dunque, riversato sulla strada causando enormi disagi per avere l’attenzione di quei funzionari del comune e della regione che non hanno saputo rispondere alla domanda degli autodemolitori e alla loro necessità, visto l’obbligo di spostare la propria attività, di individuazione di aree adeguate al suo proseguimento.

Marta Colanera