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Un incidente avvenuto a Napoli ha stravolto le vite di tre uomini: il bilancio è di due vittime, fra cui un carabiniere in servizio, ed un ferito grave.

Durissime sono state le conseguenze dell’incidente avvenuto a Napoli, all’altezza dello svincolo di Pomigliano D’Arco, in provincia di Napoli, per i tre uomini coinvolti nell’impatto. L’incidente, già di per sè gravissimo, avrebbe potuto arrecare molte più vittime ma altri due carabinieri si sono messi in salvo gettandosi ai bordi della strada. Il vicebrigadiere Attilio Picoco è ricoverato al San Giovanni Bosco di Napoli in prognosi riservata ma per Vincenzo Ottaviano, 40 anni, non c’è stato nulla da fare. I militare lascia soli la moglie ed il figlio di 7 anni con cui oggi avrebbe iniziato a godersi le ferie.

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Uccisi da un pirata della strada: il carabiniere Vincenzo Ottaviano e la guardia giurata erano in servizio

L’incidente che ha coinvolto i tre uomini mentre erano intenti ad effettuare degli accertamenti per un incidente stradale ha avuto un bilancio pesantissimo. Il 26enne alla guida di una Golf che li ha travolti stava procedendo a velocità estremamente elevata e, durante la sua folle corsa, si è schiantato proprio contro quegli uomini intenti svolgere la propria funzione. Due uomini dell’arma sono riusciti a salvarsi grazie alla posizione più favorevole ed ai propri riflessi gettandosi nella sterpaglia mentre purtroppo gli altri 3 uomini sono stati presi in pieno dall’auto in corsa. Il conducente di 26 anni è stato denunciato per omicidio stradale e sono in corso le indagini condotte dalla Polizia Stradale di Nola ma questo non riporterà a casa i due uomini uccisi semplicemente perchè nel posto sbagliato al momento sbagliato.

A Quadrelle, Avellino, la città è in lutto per la morte di Vincenzo Ottaviano e l’Arma dei Carabinieri ha diramato una nota per esprimere il cordoglio per la morte del collega caduto in servizio. L’uomo avrebbe dovuto mettere da parte la divisa oggi per dedicare un po’ di tempo alla sua famiglia ma un destino crudele gli ha presentato il conto prima che potesse farlo.

Marta Colanera