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Marchionne
(PIERO CRUCIATTI/AFP/Getty Images)

“Marchionne è in coma profondo”, la notizia terribile dalla Svizzera. 

Il messaggio è stato pubblicato dal giornalista di Lettera43 Paolo Madron sul suo profilo Twitter con queste poche e tremende parole: “Cose che non si vorrebbero mai dire, ma che il dovere di cronaca purtroppo ci impone: Marchionne è in coma profondo”. Madron ha le sue fonti che ovviamente non rivela, ma risulta molto attendibile. Fu infatti sempre lui a dare per primo tempo fa la notizia dei problemi di salute dell’Ad di FCA quando ancora nessuno ne sapeva nulla. Alcuni non hanno gradito il suo tweet spiegando che non si tratta di dovere di cronaca, ma di voglia di fare lo scoop per primo. “Il dovere di cronaca viene dopo la deontologia, il diritto alla riservatezza e il rispetto per la dignità della persona malata. Questo tweet ha più a che vedere con una vergognosa corsa allo scoop” scrive Pamela. “Tutti hanno capito che ci sono gravi problemi di salute. E tanto basta…Lasciamo ai programmi del dolore se vorranno l’accanimento, io mi tengo da parte con rispetto” aggiunge Loredana.

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Noi pensiamo che il confine tra il diritto di cronaca e l’accanimento sia molto labile e non sia facile per nessuno muoversi su tale limite senza sorpassarlo. Crediamo altresì che ci voglia grande rispetto per tutti, ma che ci sia un diritto di cronaca soprattutto quando si parla di persone molto note che hanno e hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia del nostro Paese.

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