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Una madre ha ritrovato la propria bambina di 6 anni impiccata: la piccola stava giocando con la corda in camera sua.

Daisy Dymyd stava giocando nella sua cameretta dopo essere tornata da una giornata fuori con la madre. La bambina viveva a Tuxford, nel Nottinghamshire, ed amava giocare a corda, anche in casa. Sua madre Charlotte, dopo il rientro di entrambe nell’abitazione, sita a Lincoln Road, Tuxford, si è distratta perchè coinvolta dalle faccende di casa e per circa 30 minuti ha lasciato che la bambina giocasse senza essere sotto la sua supervisione. Il gioco innocente, però, si è presto trasformato in un incubo per la famiglia del Nottinghamshire perchè le due corde che la bambina stava utilizzando si sono trasformate in un cappio mortale. Sua madre, oltre al profondo dolore causatole dalla tragica perdita della figlia, si è anche ritrovata sotto indagine per abbandono di minore.

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Il gioco preferito della bambina diventa uno strumento di morte: sua madre sotto indagine

La triste scoperta fatta da Charlotte, madre di Daisy Dymyd, l’ha trascinata in una spirale di disperazione per la sua perdita ma anche di sospetto da parte degli investigatori assegnati al caso, coordinati dal detective capo ispettore Peter Quinn. La bambina, infatti, avrebbe legato due corde assieme mentre giocava nella sua stanza ed è proprio questo dettaglio che ha reso l’innocente gioco un’arma di morte per Daisy. Sua madre Charlotte aveva, inoltre, riferito agli investigatori di essersi accorta della condizione in cui versava sua figlia dopo ben 30 minuti dalla loro separazione. A metterla in allarme sarebbe stata l’assenza di ‘caos’, cosa a cui la donna, la cui figlia era allegra e ‘rumorosa’, non era abituata. Quando la madre, per sua stessa affermazione, ha notato che tutto “al piano di sopra era troppo tranquillo” si è recata verso la stanza e si è accorta immediatamente delle condizioni disperate in cui era Daisy. La donna ha, quindi, allertato i soccorsi Che attraverso il telefono le hanno dato delle rudimentali indicazioni per iniziare a praticare lei stessa le compressioni toraciche nel tentativo di salvare la bambina. All’arrivo del paramedico Daisy è stata trasportata in eliambulanza all’ospedale pediatrico di Sheffield ma, purtroppo, non c’è stato nulla fa fare per lei.

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Il 20 luglio è, dunque, iniziato anche il calvario giudiziario per Charlotte Dymyd che, durante l’udienza svolta presso il Consiglio dei ministri di Nottingham, è stata ascoltata assieme ad altri testimoni, soprattutto per pareri tecnici.

La dottoressa Elizabeth Didcock, assistente del medico legale preposto al caso di Daisy, ha confermato la causa della morte come accidentale e si è rivolta alla famiglia ed al padre di Daisy, Luke Dymyd: “Rivolgo le mie sincere condoglianze a voi ed a coloro che amavano Daisy. Mi dispiace molto per la vostra perdita. Le mie indagini hanno rivelato che per l’incidente non possa esservi sospetto alcuno di coinvolgimento di terze parti. Lo escludo categoricamente. Non c’è nessun altra causa se non che Daisy fosse una ragazza allegra, giocosa e che amava giocare con la corda.” La testimonianza ha anche avvalorato la tesi della difesa per cui la bambina non fosse stata lasciata sola a giocare per “un periodo di tempo troppo lungo”.

Marta Colanera