CONDIVIDI
pedofilo Benevento
Frasso Telesino

Le indagini sulla morte di Giuseppe Matarazzo, il pedofilo di Benevento che stuprò una 15enne costringendola al suicidio

Proseguono le indagini sul pedofilo di Benevento, ucciso appena uscito di galera. Giuseppe Matarazzo stava scontando una condanna a 11 anni e 6 mesi, ma dopo 7 anni era uscito per un permesso premio ed era tornato nella sua abitazione di Frasso Telesino. Poi qualcuno è entrato in casa sua, gli ha sparato e lo ha ucciso a sangue freddo. Ora si cerca di capire chi possa essere stato, anche se ovviamente i primi sospettati sono i familiari della vittima di Matarazzo. L’uomo, un pastore che lavorava nella zona di Benevento, era stato condannato nel 2009 per aver stuprato Michela Iorillo, una ragazzina di 15 anni che si era invaghita di lui. Una violenza sessuale che aveva portato la giovane in una spirale di depressione che l’ha condotta poi al suicidio. Un fatto che non poteva essere dimenticato, che non poteva essere perdonato. Così, non appena uscito dal carcere, Matarazzo è stato freddato da 5 colpi di pistola che non gli hanno lasciato scampo. Sono passati 10 anni da quando Michela si uccise: era l’Epifania del 2008 e la ragazza, ormai in crisi depressiva, si impiccò. Non era riuscita a superare quell’episodio drammatico e la fece finita. Ora a morire è stato il suo aguzzino e i Carabinieri stanno indagando sul caso. Il primo sospettato, com’è ovvio che sia, è Lucio Iorillo, il papà di Michela.

Leggi anche —- > Pedofilo mette incinta bambina di 11 anni, questa la sua condanna

Le indagini sul pedofilo ucciso a Benevento: sospetti su Iorillo

Niente di definito, ovviamente siamo alle indagini preliminari e sospettare di chi ha perso sua figlia per mano di Giuseppe Matarazzo è di fatto un atto dovuto. Lo sa anche lui, Lucio Iorillo, che secondo quanto riporta il ‘Corriere’ ha subito detto al suo avvocato: “È ovvio che adesso sospetteranno di noi, però non c’entriamo niente”. La perquisizione dei Carabinieri a casa sua lo ha visto inerme e sereno, convinto che non ha nulla da nascondere. Naturalmente nulla è dimenticato, nulla è perdonato, ma da qui ad uccidere un uomo ce ne passa. Per Lucio Iorillo e sua moglie Maria Immacolata è solo il riaprirsi di un immenso incubo: Michela veniva costantemente abusata da Matarazzo, loro vicino di casa in Contrada Selva, a Frasso Telesino, e con lei anche sua sorella Cristina.

Michela Iorillo non raccontò nulla a casa, ma un giorno non ce la fece più e si uccise. Le indagini portarono a scoprire le malefatte di Matarazzo e ad incriminarlo. Ora è morto lui, e Lucio Iorillo è sicuro nell’affermare che non è stato lui. Non è indagato, ma è stato interrogato dai Carabinieri, ai quali ha fornito una spiegazione su ciò che ha fatto al momento del delitto: era a cena da alcuni parenti, molto lontano da casa, quindi non può essere stato lui. Fra i sospettati anche Rocco, l’unico figlio maschio di Lucio Iorillo, che pure abita in zona.