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Chiara, 24enne di Pisa, è andata a cena in un ristorante con il fidanzato e gli amici ma ha, subito dopo, avuto una violenta reazione allergica che l’ha portata alla morte. I genitori della ragazza, attraverso il loro avvocato, hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermano che le norme di sicurezza in tal senso debbano essere migliorate.

Chiara Ribecchini, 24enne che domenica si era recata a cena con il fidanzato e degli amici in un ristorante di Colleoli (Pisa) si è subito dopo sentita male a causa di una reazione allergica che non è riuscita a domare neanche con il medicinale cortisonico che aveva sempre con sè. La reazione allergica, che le ha causato una forte crisi respiratoria, portandola alla morte secondo la famiglia poteva essere evitata se il locale specifico e altri ristoranti in genere avessero rispettato norme più dettagliate e rigide a riguardo. Come affermato attraverso il loro legale Francesca Zuccoli “Non basta rendere pubblico l’elenco degli allergeni per sentirsi al sicuro”, è anche necessario evitare qualsiasi contaminazione fra gli alimenti.

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I genitori di Chiara Ribecchini, 24enne affetta da una grave forma allergica, desiderano che la sua morte non sia invano

I genitori di Chiara, Michela Bargagna e Massimo Ribechini, esprimono attraverso il loro avvocato Francesca Zuccoli una posizione molto importante. I due genitori, per quanto affranti dalla morte della propria bambina, esprimono il desiderio di sdoganare le allergie perchè vengano trattate con più accuratezza, soprattutto nella speranza che siano create nuove norme che si occupino della contaminazione nelle cucine dei locali: “In questo momento vogliamo solo che la morte di Chiara non sia stata vana e per questo rivolgiamo un appello a tutti affinché di queste forme allergiche si parli senza reticenze o paure di discriminazioni”. Chiara, infatti, era estremamente sensibile al latte ed a tutti i suoi derivati e all’uovo, alimenti contenuti in moltissimi cibi anche sotto forma di ‘tracce’ e non sempre specificatamente indicati fra gli ingredienti: “Non vogliamo entrare nel merito del caso specifico anche perché saranno le indagini a fare piena luce su quanto accaduto, vogliamo però dire a tutti che queste allergie sono sempre più diffuse ma purtroppo ancora molto sottovalutate, spesso anche da coloro che sono costretti a conviverci”.

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”Vogliamo invece dire all’opinione pubblica che di queste patologie bisogna parlare di più, senza vergognarsene. Spesso coloro che ne soffrono vengono presi in giro o addirittura bullizzati e invece è necessario far conoscere le implicazioni per aumentare il grado di consapevolezza”. “Il loro è un ragionamento generale perché soprattutto per quanto riguarda le allergie alimentari è necessario lavorare di più sulla sicurezza anche dei locali, che devono avere attrezzature e cucine idonee per evitare il più possibile il rischio di contaminazioni tra singoli alimenti e materie prime lavorate. Non basta rendere pubblico l’elenco degli allergeni per sentirsi al sicuro. Insomma, il caso di Chiara, che ha saputo convivere con la sua allergia conducendo una vita piena e normale, può essere utile per il futuro perché questi drammi non si ripetano”.

L’autopsia sul corpo della 24enne, che sarà eseguita dal medico legale Marco Di Paolo, costituirà un ulteriore fattore probatorio nell’indagine che vede imputata Rita Astinenti, amministratrice dell’azienda agricola in cui Chiara cenò assieme al fidanzato ed agli amici, con l’accusa di omicidio colposo. Sotto sequestro il kit di farmaci salvavita, il quale potrebbero non aver funzionato adeguatamente, da parte dei carabinieri che, dopo l’esame autoptico, forse riusciranno a far luce sulla tragedia.

Marta Colanera