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sabrina malipiero
(Facebook)

La notte scorsa Sabrina Malipiero è stata aggredita ed uccisa in casa sua a Pesaro, percossa ed accoltellata con violenza estrema. Le dinamiche che hanno portato una donna di 52 anni e dalla vita ordinaria a morire in modo così atroce potrebbero essere ad una svolta cruciale: Sabrina conosceva il suo assassino. 

Le indagini per trovare l’assassino di Sabrina Malipiero, 52enne trovata morta in via Pantano a Pesaro, in casa propria sono in corso ma per oprio pochi minuti fa il suo assassino, un uomo di nazionalità marocchina, ha confessato l’omicidio. L’uomo conosceva la sua vittima e questo era già palese dato che non c’era stata effrazione. La donna di 52 anni, dopo aver aperto la porta, è stata brutalmente picchiata ed accoltellata da quell’uomo che credeva suo amico. Gli investigatori sono riusciti a risalire all’uomo tramite i contatti trovati nel cellulare appartenente alla vittima. Già noto alla sezione antidroga della Questura, l’uomo era un conoscente che Sabrina Malipiero frequentava abitualmente ma resta da stabilire il perchè abbia compiuto un gesto tanto cruento nei confronti dell’amica.

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Sabrina Malipiero ha aperto la porta al suo assassino che, dopo l’omicidio, è fuggito sulla sua macchina

Sabrina Malipiero era divorziata, madre di due figli adulti e la sua routine, secondo quanto riferito agli inquirenti coordinati dal procuratore Silvia Cecchi, era molto semplice. La donna lavorava, infatti, come commessa in un supermercato di Pesaro e si spostava per la città con la sua Daewoo Matiz nera. La notte dell’omicidio, però, Sabrina ha aperto la porta al marocchino ultratrentenne che, approfittando della sua fiducia, l’ha barbaramente uccisa per poi fuggire con la sua auto. L’omicida ha prima picchiato la 52enne, tanto da tumefarle visibilmente il volto, per poi accoltellarla al collo. La donna era ancora viva quando l’uomo di origini marocchine è fuggito e la sua morte è sopraggiunta per dissanguamento. Quando suo figlio minore Stefano, 24enne, è andato a trovare la madre il giorno dopo a mezzogiorno, purtroppo, ormai non c’era più nulla da fare per Sabrina.

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Le tracce di colluttazione all’interno dell’appartamento sono apparse fin da subito evidenti agli investigatori che hanno rivelato anche la mancanza della macchina di Sabrina portandoli alla logica conclusione che il colpevole sia fuggito con la Matiz. L’auto è stata ritrovata in un altro quartiere della città ed è ora sotto la ‘lente di ingrandimento’ della polizia scientifica con la speranza che siano portate alla luce tracce biologiche o indizi che saranno utili all’incriminazione. Le indagini della Squadra Mobile di Pesaro si erano concentrate sulla cerchia dei familiari, di amici e conoscenti di Sabrina perchè se la donna ha aperto la porta durante la notte, non poteva che conoscere il suo assassino. Le ricerche sono virate poi verso le frequentazioni più recenti come quella con l’uomo di origini marocchine, conoscente di Sabrina, che dopo un interrogatorio serrato ha confessato l’omicidio. Riguardo larma del delitto ed i motivi che lo hanno spinto ad un gesto tanto crudele, invece, non si ha ancora notizia.

Marta Colanera