CONDIVIDI
(Facebook)

Nella zona industriale di Polvica, a Nola, un 32enne è morto durante il suo ordinario turno di lavoro nel pastificio Guido Ferrara, stritolato da un macchinario per imballaggi che lo ha risucchiato dopo essersi inceppato. Le indagini per verificare se l’incidente potesse essere evitato sono tutt’ora in corso.

Aniello Bruno, 32 anni, era un operaio della fabbrica Guido Ferrara che si trova sul territorio di Nola, nella zona industriale di Polvica, al confine con la Valle di Suessola, ed è morto a causa del malfunzionamento della macchina per gli imballaggi che stava utilizzando. Il ragazzo stava lavorando col macchinario come di consueto quando tre colleghi, impiegati in altra mansione, hanno sentito delle urla e si sono subito diretti verso di lui per soccorrerlo. Il 32enne, però, è morto sul colpo stritolato dal macchinario che, inceppandosi, lo ha letteralmente risucchiato.

Leggi anche —> Mistero a Lonigo, Andrea muore improvvisamente sul posto di lavoro

A Nola sono in corso le indagini per determinare il motivo del malfunzionamento che ha causato la morte di Aniello Bruno

Le indagini per determinare se vi siano delle responsabilità riguardo il malfunzionamento del macchinario per l’imballaggio è in corso ed alcune testimonianze riferiscono che il malfunzionamento era stato già segnalato precedentemente. L’ipotesi che l’incidente potesse essere evitato non è ancora stata formulata ma ciò che è evidente è che il 32enne, che lavorava da più di un anno nel suo ruolo all’interno del pastificio, era un operaio competente. L’atroce dinamica dell’incidente, avvenuto durante l’usuale turno di lavoro di Aniello Bruno, è stata riferita dai colleghi che hanno cercato di intervenire per salvargli la vita, purtroppo, senza successo. Al grido dell’uomo, che in quel momento era solo a lavorare con il macchinario, i colleghi si sono precipitati ed hanno assistito alla macabra scena dello stritolamento senza riuscire ad intervenire in modo efficace, infatti, nonostante si siano arrampicati sulle parti superiori della struttura della macchina non sono riusciti a salvarlo. I tre colleghi, che lavoravano assieme ad Aniello nel reparto imballaggio del pastificio, al momento dell’incidente, alle 17.40 di pomeriggio, erano impegnati in altre funzioni e quando hanno sentito le urla dell’uomo si sono trovati di fronte ad uno scenario raccapricciante e doloroso.

Leggi anche —> Pakistan: militare italiano muore durante un’esercitazione in montagna

Sul corpo di Aniello Bruno è disposto l’esame autoptico dal magistrato presso il reparto di medicina Legale del II Policlinico di Napoli ed il macchinario ed alcuni filmati fatti dalle videocamere di sorveglianza sono stati sequestrati. Le associazioni territoriali ed il comitato di quartiere hanno richiesto il lutto cittadino nel giorno del funerale di Aniello Bruno ed il pastificio oggi resterà chiuso in segno di rispetto per l’operaio.

Marta Colanera