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Insulti ad una donna di origine marocchina sul metrò: "E' diventato un inferno"
(Getty)

Una donna italiana di origine marocchina viene insultata e minacciata sul metrò di Torino da un’uomo che le urla di tornare al proprio Paese.

La storia narrata da una giornalista de ‘La Repubblica‘ su una violenta aggressione verbale ai danni di una donna italiana di origini marocchine è una spia d’allarme da non sottovalutare. Secondo quanto si legge sul quotidiano la donna stava placidamente seduta quando ad un tratto è salito sul vagone un uomo con un cane. Questa, allergica all’animale, si è spostata, ma la sua decisione ha indispettito l’uomo che le ha detto: “Cosa vuoi tu? Ti fa schifo il cane? Stai zitta, ora lo sguinzaglio e ti faccio sbranare. Ha ragione Salvini. Io sono un leghista convinto. Che cazzo ci fate qui in Italia?”.

Donna insultata sul metrò: “Guardi che sono italiana”

Offesa e basita da quelle parole, la donna risponde di essere italiana e come a giustificarsi mostra il documento d’identità, ma questo non si cura della cosa e continua il suo show di intolleranza razziale: “E chissene frega. Io ci vado a Porta Palazzo e vedo tutta quella gente come te che gira senza far niente. Chi lavora? Nessuno. Vi manteniamo noi. Dovete andarvene tutti fuori. Dovete morire. Viva Salvini. Sempre”. La narratrice spiega che a quel punto, avendo notato l’indifferenza generale, ha sentito l’obbligo di alzarsi in difesa della donna e di dire all’uomo di vergognarsi, di smetterla, ma che questo non si è curato della reprimenda ed ha tacitato anche lei dandole della “Collaborazionista”.

Ma se per l’atteggiamento da bullo dell’uomo si prova rabbia, non si può non provare empatia e dispiacere per quella donna che distrutta dall’episodio spiega alla giornalista: “Quasi ogni giorno veniamo insultati. Ma perché?”.

Va anche detto per onor del vero che Salvini c’entra ben poco con questa storia. Il razzismo di alcune persone c’era prima c’è ora e ci sarà sempre e non c’entra nulla con le politiche del Ministro dell’Interno peraltro rivolte ai clandestini che arrivano nel nostro Paese e non di certo a chi vive regolarmente nel nostro Paese da anni o addirittura è cittadino italiano.