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Thailandia
(Linh Pham/Getty Images)

Thailandia, dramma nella grotta: morto uno dei soccorritori. La situazione sta diventando disperata. 

Si fanno sempre più complicate le operazioni di soccorso e recupero dei 12 baby calciatori intrappolati in una grotta in Thailandia, un luogo angusto circondato d’acqua e passaggi strettissimi dove l’ossigeno è sempre meno e il rischio che con l’arrivo di altre piogge si riempia d’acqua è altissimo. Il tempo a disposizione dei soccorritori è sempre meno e è notizia di queste ore il primo morto di questa tragica situazione. Si tratta di un soccorritore, un ex appartenente al corpo dei Navy Seals di Bangkok che stava operando sul posto come sub volontario. L’uomo è morto per mancanza d’ossigeno mentre stava risalendo dopo essere stato a lungo nella grotta per aiutare i bambini intrappolati.

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La situazione è disperata perché tutti sanno che tra poco inizierà a piovere e non saranno piogge normali ma un vero e proprio diluvio, 33 millimetri secondo le previsioni meteo, sei volte la pioggia caduta quel maledetto giorno nel quale la squadra di calcio con il loro allenatore rimase intrappolata durante l’escursione.

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«C’è un gruppo di Navy Seals Thai fisso nella grotta, a 700 metri dall’ingresso. Sanno cosa li aspetta». spiega Khao Khieupak esperto di disastri e coordinatore delle attività di soccorso. «Se piove, molti si sono offerti volontari per tentare l’impossibile. Andare in fondo al tunnel e tirare fuori i ragazzi, costi quel che costi». Tradotto significa una vera e propria missione suicida, eroica e disperata.

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