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katia ricciarelli
Katia Ricciarelli parla del suo aborto e della passione per il gioco d’azzardo

Ospite di Francesca Fagnani a ‘Belve’, Katia Ricciarelli parla dell’aborto che ebbe prima di sposare Pippo Baudo e della sua passione per il gioco d’azzardo.

Non è stata tutta rose e fiori la vita di Katia Ricciarelli. Il famoso soprano, ex moglie di Pippo Baudo (sposato nel 1986), si è confessata ai microfoni di Francesca Fagnani per la trasmissione ‘Belve’, che verrà mandata in onda questa sera alle 22:45 su Canale 9. La Ricciarelli è la protagonista di questa puntata e si confessa, analizzando parecchi momenti per nulla piacevoli del passato. “A volte penso a cos’è che mi manca e mi rispondo: il figlio che non ho mai avuto. Ho abortito e se mi chiedo il perché, allora mi rispondo che sarà stata la volontà di Dio e che forse è giusto così. Ed a volte l’accanimento che rovina una coppia non ha motivo di esistere. Ma te ne rendi conto soltanto molto dopo”. La causa di quell’aborto pare fosse proprio Pippo Baudo. Katia Ricciarelli rimase incinta del conduttore siciliano prima del matrimonio.

Katia Ricciarelli e l’adrenalina del gioco d’azzardo

“Pensammo che fosse troppo presto per avere un bambino. Eravamo fidanzatini, e di nascosto. Quindi sono stata punita, è giusto che sia andata così. Non dò più colpe a me stessa o a Pippo, è un qualcosa che aveva deciso il destino”. E poi ci fu anche il demone del gioco, anche se Katia Ricciarelli nega di essere affetta da ludopatia. La Fagnani la incalza: “Lei ha tra i vari hobby quello del gioco, in particolare le slot machine. Che cosa la diverte? L’adrenalina?”. L’ex signora Baudo annuisce: “Si. Mi trovo davanti ad una macchinetta e li viene facile chiederle “E damme qualcosa, dai…!”.

La vincita e la perdita più alta alle slot machine

Alla domanda su quale sia stata la sua vincita più ingente, la 72enne di Rovigo rivela: “Fu quando risiedevo a Montecarlo. Lì c’è il casinò e feci una scala reale. Il croupier andò a cambiare la mia vincita ed alle macchinette intanto ne feci un’altra, di 150mila euro. Ma poi sono stata due mesi senza lavorare”. Ed ovviamente non mancano anche le perdite. “La volta peggiore fu quando bruciai meno di 5mila euro in un sol colpo. Per fortuna ho più vinto che perso. Ci tengo a precisare che non sono ludopatica. Questa parola sembra proprio suonare come una malattia incurabile. In realtà riesco benissimo a vivere senza giocare d’azzardo. Così come riesco a stare bene nonostante gli altri mi vedano, io vado per la mia strada”.