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(Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Sabato sera era stato arrestato e poi liberato dopo aver sfasciato un locale. Poi il ricovero in ospedale e l’aggressione. La storia di Charles Opuku Kwasi

Una lunga serie di arresti e di spostamenti per Charles Opuku Kwasi, l’immigrato che ha ucciso un paziente di un’ospedale psichiatrico appena ricoverato nello stesso reparto. L’immigrato era stato ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale campano per gravi deficienze mentali, passata la notte l’uomo si è scagliato contro un paziente di 77 anni da tempo ricoverato nel reparto e lo ha ucciso a mani nude. Sabato sera ha sfasciato un bar e pretendeva cento euro dal proprietario. Per non pagare una birra. I carabinieri lo hanno arrestato, ma il gip lo ha mandato libero quella sera stessa e ha deciso nei suoi confronti il solo obbligo di firma. Charles Opoku Kwasi, nato nel Ghana 31 anni fa, non ha una fissa dimora e vive senza permesso in Italia da almeno quattro anni. Sul finire del 2013 gli è stata respinta la richiesta dello status di rifugiato presentata per motivi umanitari. Avrebbe dovuto essere rimpatriato, ma l’espulsione è rimasta sulla carta. Nel 2015 è stato fermato ad Andria per furto, l’anno dopo è stato bloccato sul Litorale Domitio per rissa.

Immigrato uccide paziente,

Arrestato, ancora, a Pescopagano frazione di Castel Volturno, sabato scorso. E rimesso in libertà. Due sere fa ha perso di nuovo il controllo e danneggiava auto in sosta. Lo hanno beccato gli agenti di polizia del reparto prevenzione crimini di Napoli che da mesi lavorano in supporto delle forze dell’ordine del posto. È stato necessario il ricovero a Sessa Aurunca perché l’uomo urlava, si dimenava, era visibilmente sotto l’effetto di droghe, probabilmente crack. Alle 3 del mattino nel reparto di psichiatria sembrava essersi tranquillizzato. Gli agenti hanno così deciso di lasciarlo alle cure dei quattro infermieri di turno. Alle 6.45 la crisi e l’attacco a Luca Toscano, settantasette anni, pensionato e con qualche problema di natura senile che ha richiesto un ricovero per accertamenti. Una raffica di pugni letale poi la decisione di barricarsi con il corpo senza vita del paziente, mentre i dieci pazienti presenti in reparto e gli infermieri si chiudevano terrorizzati in una delle stanze.