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Un posto al Sole
(Screenshot)

Un Posto al Sole, puntata sui migranti: scoppia la polemica. 

Il tema legato all’accoglienza dei migranti è ormai in cima alla lista delle discussioni quotidiane e invade ogni campo non solo quello politico e sociale. La polemica questa volta travolge la storica soap della Rai Un Posto al Sole che ha dedicato una puntata all’accoglienza dei migranti.

Un Posto al Sole e la puntata sui migranti: cosa è successo

Nella puntata andata in onda il 19 giugno 2018 su Rai3 il personaggio il personaggio di Michele Saviani (Alberto Rossi) parla in radio della Giornata mondiale del rifugiato e dice: ““Oltre 65 milioni di persone sono state costrette a lasciare casa, famiglia, la loro vita. Tra questi 11 milioni di rifugiati sono bambini esposti al rischio di violenze di qualsiasi tipo. Immaginate che ogni minuto, cinque famiglie del vostro palazzo siano costrette a lasciare la propria casa, la propria via, il proprio quartiere per una guerra o una persecuzione. Date un volto a questi numeri”. Vittorio, il figlio di Guido, poi aggiunge: ““Aiutare chi è più in difficoltà di voi, può solo fare di voi una persona migliore”.

Un Posto al Sole sommerso di polemiche

Pochi minuti dopo la messa in onda di quell’episodio sono arrivati moltissimi messaggi sui social della Soap.  “È propaganda gratuita pro PD, basta!”. “Siete una lagna voi e questi rifugiati”. “Puntata vergognosa e di propaganda”. “Questo programma è diventato indegno. Lo dico col cuore sanguinante. Vi seguo dalla prima puntata. Vi registravo quando andavate in onda alle 18.30,non ho mai perso una puntata, ma ora non vi si può più guardare, orari improponibili argomenti assurdi mi sembra di vedere la campagna elettorale del PD. Datevi una regolata”.

Messaggi che hanno indotto uno degli autori storici, Paolo Terraciano, a dare una spiegazione: “Scriviamo le storie con mesi di anticipo. Questa puntata è stata pensata per andare in onda durante la ‘Giornata internazionale del rifugiato’. Rispetto a quello che sta succedendo nelle ultime settimane in Italia è ovviamente una coincidenza. Sono storie pensate a febbraio. Noi non scendiamo mai in campo per essere divisivi, al contrario. Qualsiasi tematica trattiamo lo facciamo sempre con equilibrio, cercando di offrire a casa degli spunti di riflessione”.