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Il tribunale di Roma contro il riconoscimento dei genitori gay
(Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Il tribunale di Roma si è schierato contro le anagrafi di Torino e Roma per aver riconosciuto degli atti esteri che attribuivano la genitorialità alle coppie gay, interpretando in maniera troppo libera la legge Cirinnà.

Il tribunale della Capitale si è schierato contro le anagrafi dei comuni di Roma e Torino che hanno riconosciuto come legittimi genitori delle coppie omosessuali. L’accusa mossa ai due comuni è stata quella di aver trascritto degli atti esteri senza aver avviato un’indagine istruttoria in merito, quindi di aver interpretato la legge Cirinnà in maniera larga ed erronea. I riconoscimenti di genitori omosessuali in Italia sono 5 in tutto, ma il tribunale di Roma contesta al momento due casi in particolare, quello di Torino voluto dal sindaco Appennino e pubblicizzato sui media che riguarda una coppia formata da due donne e quello di Roma che riguarda invece due uomini.

Tribunale di Roma contro il riconoscimento dei genitori gay, l’interesse della Corte Costituzionale

Quello avviato dal tribunale di Roma è un procedimento eccezionale che viene utilizzato solo di rado nel caso in cui si pensi che ci sia stata un’applicazione erronea di una legge. L’intervento, dunque, della magistratura sarebbe teso al rispetto della legge vigente per proteggere il pubblico interesse. Sebbene si tratti di una procedura prevista dalla legge, la Corte Costituzionale ha mostrato interesse per la disomogeneità di giudizio sui vari casi di riconoscimento della genitorialità omosessuale. Non è chiaro, infatti, per quale motivo vengono contestati solo i due casi di Roma e Torino, mentre gli altri tre non vengono considerati.

Al momento, proprio la Corte Costituzionale si sta occupando di un altro caso di trascrizione atti legato alla legittimazione di genitorialità di una coppia di padri di Trento che si è recata in Canada (più precisamente in Ontario) per ottenere i documenti che attestassero la paternità del bambino. Probabile che la decisione del tribunale di Roma sulla questione possa essere presa in analisi successivamente dalla Corte Suprema ed in base alla sentenza sul caso di Trento modificata.