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Latina migranti
Una delle case dei migranti (screenshot video)

Blitz nelle onlus che gestivano l’accoglienza a Latina, cibo scaduto ai migranti: costavano 1,60 € al giorno, tutto nasce da una protesta in piazza.

Emergono particolari sconcertanti sulla vicenda del centro di accoglienza per migranti in provincia di Latina. Oggi, come annunciato dalla Polizia di Stato, sono stati arrestati 6 responsabili di Onlus per falso, truffa, frode in pubbliche forniture, maltrattamento dei migranti. Il giro di affari è di ben 4 milioni di euro per coloro che avevano organizzato tutto questo.

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La protesta dei migranti che ha fatto partire l’inchiesta

Dalla vicenda emerge uno spaccato inquietante, che se confermato in sede processuale dimostrerebbe un unico interesse delle onlus coinvolte: quello per il profitto. Tutto nasce circa un anno fa, quando i migranti ospiti delle strutture gestite da Luigi Pannozzo, finito in carcere, si ritrovano davanti alla Prefettura e inscenano una protesta. “Ci danno cibo scaduto o deteriorato”, accusano.

I migranti mostrano alla Digos anche le prove: hanno in mano confezioni di carne scadute da una settimana. I responsabili delle due onlus provano a correre ai ripari quando avviene questo episodio: “Leva tutto di là… leva tutto nel magazzino… mo’ faccio sparire tuttomo’…”, si sente in un’intercettazione telefonica seguita alla protesta dei migranti.

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Le intercettazioni telefoniche

In un’altra telefonata, si sentono gli arrestati parlare tra loro e raccontare di come hanno risparmiato negli acquisti al supermercato, comprando cibo prossimo alla scadenza. Poi, sempre nel giorno della protesta, c’è un tam-tam di chiamate agli operatori che lavorano per le cooperative, si chiede loro di togliere dai congelatori delle case dove vengono ospitati i migranti il cibo ormai scaduto.

Un’operatrice è solerte nella replica: “Il congelatore è svuotato, ho tolto la roba dal congelatore… però mo’ sta tutta quanta dentro una busta vicino la monnezza… quindi è monnezza poi nel momento in cui se ne vanno i controlli la rimettono nel congelatore e ci fanno quello che ci pare”. Dalle carte emergono anche i costi per migrante sopportati dalle onlus, che nel frattempo intascavano il contributo giornaliero: per un giorno interno, non avrebbero speso più di 1,60 €.