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Fabrizio Corona e il suo avvocato ( Photo by Andrea Del Bò/Archivio Andrea Del Bù/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Fabrizio Corona non tornerà in carcere per ora perchè i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano hanno deciso per il rinvio della conferma dell’affidamento terapeutico, concesso in via provvisoria a Febbraio. La nuova udienza è stata fissata per il 26 Novembre.

L’udienza di Fabrizio Corona è stata rinviata perchè, per poter dare o meno conferma all’affidamento terapeutico, i giudici hanno decretato di aver bisogno di più elementi di valutazione. La Procura generale aveva richiesto per Corona l’incarcerazione mentre i suoi legali, Ivano Chiesa e Luca Sirotti, avevano fondato la difesa sulla richiesta di affido allo Smi ma i giudici hanno voluto avere più tempo per valutare il percorso fatto dall’ex paparazzo. L’affidamento temporaneo è stato concesso a Fabrizio 4 mesi fa dai giudici ma sono emersi elementi sia negativi che positivi durante l’affido temporaneo che potrebbero portare, o meno, all’incarcerazione dell’imputato.

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Le testimonianze a carico di Corona e quelle che potrebbero avvalorare un affidamento terapeutico come soluzione definitiva

Il processo, che vede Corona imputato per aver evaso oltre 2,6 milioni di euro, trovati in parte contanti nel controsoffitto della sua assistente ed in parte in Austria, dunque, non ha ancora raggiunto una condanna definitiva. Fra le testimonianze in sfavore dell’ex paparazzo c’è quella del Servizio multidisciplinare integrato che si è occupato di lui in questi mesi e che ha dichiarato il suo processo di recupero estremamente ‘faticoso’. Lo Smi, infatti, ha dichiarato che la partecipazione di Fabrizio Corona al programma per lui predisposto è stata altalenante ed ha sottolineato la fatica del paziente stesso a rimanere all’interno delle regole imposte dal centro. Secondo la relazione rilasciata dal centro alla Procura il paziente “apre piccolissimi spiragli introspettivi che però richiude”.

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Inoltre a sfavore di Corona ci sarebbero sue varie dichiarazioni diffamatorie, espresse attraverso la stampa ed i social, anche verso il sostituto procuratore Maria Pia Gualtieri, che nel processo d’appello aveva chiesto un ampliamento di pena per i reati commessi dall’imputato. L’attuale sostituto procuratore Antonio Lamanna ha, infatti, sottolineato tali elementi con l’intento di arrivare alla condanna al carcere di Corona ma i giudici hanno scelto di dare più tempo all’imputato per poter valutare se vi possa essere o meno un’effettiva efficacia del trattamento in futuro.

I giudici hanno espresso, inoltre, la necessità di portare in aula ulteriori relazioni dell’Ufficio esecuzione penale esterna per poter dare obbiettività al giudizio definitivo.

Successivamente, sarà necessario soffermarsi anche sulla richiesta della difesa di annullare una revoca dell’affidamento territoriale che, qualora fosse accolta, vedrebbe la fine della pena espressa per Corona al 2021, invece che al 2022.

Marta Colanera