CONDIVIDI

 

Nicole Engler (Screenshot)

Nicole Engler, madre di una bambina di 2 anni, è andata a lavoro dimenticando sua figlia in macchina ma, quando si è resa conto dell’errore, ormai per la piccola Remington era troppo tardi.

Nicole Engler ha accompagnato la sua bambina all’asilo e poi è andata al lavoro, o almeno così credeva. La donna, in realtà, aveva dimenticato la più importante delle sue abitudini, ossia accompagnare la sua piccola all’asilo, come ogni altra mattina. La donna, invece, infermiera in un centro medico di Roseburg, in Oregon, è scesa dalla macchina ed è andata a timbrare il cartellino dimenticando la piccola Remington, di soli 2 anni, sul sedile posteriore.

 

Leggi anche —> Bambina dimenticata in auto, col sole cocente: nei guai amica della madre

 

Quando Nicole è uscita dal lavoro ha visto la bambina e si è resa conto della situazione ma, ormai, era già troppo tardi

La routine di tutte le mattine di Nicole aveva avuto una grande falla, la peggiore, ma la madre di Remington se è resa conto solamente vedendola nella macchina, dopo un’intera giornata di lavoro. La donna, infatti, è uscita dal Mercy Medical Center alle 4 p.m. e solo in quel momento si è accorta del suo errore imperdonabile. Nicole, trovata la bambina ancora in vita ma priva di sensi, ha tentato di portarla subito dentro l’ospedale ma, purtroppo, ormai era troppo tardi per poter rimediare ed i medici non hanno potuto fare nulla se non decretarne il decesso.

L’auto, è stato stimato, avesse raggiunto i 40 gradi di temperatura, troppo perchè una bambina così piccola potesse cavarsela. Nicole Engler, dopo l’accaduto, è stata trasferita nel carcere della contea di Douglas con l’accusa di omicidio colposo di secondo grado e se la corte deciderà di confermare la condanna la donna rischia fino a 6 anni di reclusione.

Per quanto sembri incredibile potersi dimenticare del proprio figlio in macchina, episodi molto simili a questo accaduto in Oregon, sembrano essere sempre più frequenti, anche in Italia. Secondo le statistiche negli ultimi 20 anni ci sono stati 742 casi, di cui 17 solo quest’anno. Gli autori di questo dramma sono quasi sempre genitori che compiono l’atroce gesto senza consapevolezza e su cui si riscontra un alto livello di stress e di stanchezza. La colpa di tutti questi ‘bambini dimenticati’ è probabilmente dovuta al grande stress che entrambi i partner vivono spesso immersi in problemi di precariato ed in orari di lavoro difficilmente conciliabili con l’impegno necessario per poter essere un buon genitore.

Marta Colanera