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Alda D'Eusanio contro la Rai: "Mi hanno trattato come carne da macello"Per anni conduttrice Rai, Alda D’Eusanio è scomparsa dai radar, in una recente intervista ha accusato i vertici della tv di Stato di averla trattata come carne da macello.

Giornalista e poi conduttrice della Rai per oltre un ventennio, Alda D’Eusanio ha esordito in televisione al Tg2 notte nel 1988. La sua fama è arrivata però più tardi quando è divenuta conduttrice del programma ‘Al posto tuo’. La sua avventura è poi terminata nel 2009 con l’ultimo programma condotto ‘Ricominciare‘. A distanza di quasi 10 anni da quell’ultimo programma in Rai, la conduttrice è stata intervistata all’interno del programma di Canale 9 ‘Belve‘ ed ha sfogato tutta la sua rabbia contro i vertici di viale Mazzini per il trattamento che le hanno riservato, sia quando le hanno tolto la conduzione di ‘Al posto tuo’: “Hanno fatto di me carne di porco. Serviva al Posto tuo che andava bene un altro conduttore? Me l’hanno tolto”, sia quando hanno deciso di allontanarla dai programmi Rai.

Alda D’Eusanio contro la Rai: “Trattata come carne di porco”

Intervistata da Francesca Fagnani, Alda ha spiegato come mai i vertici Rai hanno deciso di estrometterla dopo una lunga carriera. Tutto è cominciato quando, ospite del programma ‘La Vita’, ha espresso un’opinione forte su un ragazzo disabile: “Per me quella, con quello sguardo vuoto, quella non è vita”. I vertici Rai non avrebbero gradito quella presa di posizione in diretta su un tema così delicato, quindi avrebbero deciso per quello di non darle più spazio: “La Tarantola, all’epoca presidentessa, ha dato l’ordine a tutti i capi struttura e direttori di rete di non invitarmi mai più. Dimmi, cosa c’è di sbagliato visto che anche tu prima hai detto che condividevi, dimmelo Francesca, sto facendo la belva…”. Ancora oggi la giornalista rivendica quel commento così duro, d’altronde spiega: “Se c’era da mandare a fanculo un direttore, ce lo mandavo”, spiegando di non aver mai avuto peli sulla lingua e di non aver moderato le sue posizioni in base a chi si trovava a capo dell’emittente.