CONDIVIDI
Ivan, malato di sclerosi a 33 anni: "Per mia figlia ho interrotto le cure"
(Facebook)

Ivan Cottini, malato di sclerosi multipla da 6 anni, ha 33 anni e per un periodo ha interrotto le cure pur di avere sua figlia.

Da anni impegnato a dimostrare che la sclerosi multipla non è la fine di una vita regolare, Ivan Cottini ha ricevuto di recente una pergamena che lo attesta come Cavaliere al Merito della Repubblica. Un riconoscimento che gli ha voluto consegnare il presidente Mattarella proprio per la determinazione con cui affronta la malattia e per l’esempio di coraggio e determinazione che ha mostrato in questi ultimi anni. Dopo un periodo di scoramento, infatti, Ivan ha deciso che la malattia non gli avrebbe impedito di fare nulla, ha cominciato ad allenarsi ed ha sfidato Filippo Magnini in una gara di nuoto e Massimo Ambrosini in una ai calci di rigore. Le sue imprese gli hanno permesso di essere invitato da Maria De Filippi ad ‘Amici‘ dove si è esibito come ballerino, ma la sua attività giornaliera, quella che costituisce il suo obiettivo nella vita, è quella di girare per le scuole delle Marche per testimoniare che la Sclerosi multipla non è la fine della vita. Da due anni è mezzo Ivan Cottini è padre di Viola, bambina benedetta da papa Francesco che è venuta al mondo grazie alla decisione di Ivan di interrompere le cure.

Ivan Cottini: “Ho interrotto le cure per mia figlia”

Un anno dopo aver scoperto di essere malato di sclerosi, Ivan si trovava al San Raffaele di Milano dove si è innamorato follemente di Valentina, un’amica che veniva a trovarlo ogni giorno. Deciso a creare una famiglia con lei, ma impossibilitato a procreare a causa degli effetti collaterali delle cure, Ivan ha deciso di sua volontà di ridurre le medicine e da quella folle decisione è nata Viola. Intervistato dal ‘Corriere della Sera‘ Cottini definisce quella decisione una pazzia: “Ma Viola è la mia gioia. È il futuro che lascio a Valentina e ai miei genitori”, spiega Ivan.

Sul perché si sottoponga a dure prove fisiche, il ragazzo spiega di non voler dimostrare di essere più forte di qualcun’altro, ma semplicemente che: “La malattia è un limite che posso battere”. La prossima sfida? Un calendario di dodici scatti che mostri alla figlia chi è suo padre.