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Emanuela Orlandi scomparsa 35 anni fa, quella strana telefonata il giorno un cui sparì
(Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)

Il caso di sparizione di Emanuela Orlandi rimane tutt’oggi un mistero, sopratutto dopo la scoperta di una misteriosa telefonata in Vaticano il giorno in cui è scomparsa.

Il 22 giugno del 1983 Emanuela Orlandi, cittadina vaticana di appena 15 anni, figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia scompare misteriosamente. Quella sera la sua famiglia non aveva idea, come normale che sia in casi del genere, che Emanuela non avrebbe fatto ritorno a casa, ma erano agitati per il suo ritardo al tavolo della cena, poiché la ragazza era uscita dalla lezione serale dalla scuola di musica Sant’Apollinare che si trova dietro piazza Navona (ultimo posto in cui è stata avvistata) e doveva fare ritorno a casa da sola. I giorni a seguire sono stati quelli della denuncia di scomparsa e delle indagini che ancora oggi, a 35 anni di distanza da quel terribile giorno, non hanno una precisa risposta. Eppure uno sviluppo recentemente c’è stato, si è scoperto che quella sera, alle 20:30, giunse una stana chiamata al centralino del Vaticano con la quale un uomo avvisava del rapimento di Emanuela.

La sparizione di Emanuela Orlandi e la strana chiamata il giorno in cui sparì

Il 22 giugno del 1983, alle ore 20:30, un uomo chiama al Vaticano chiedendo del segretario di Stato, il cardinale Augusto Casaroli, dice che deve comunicargli una cosa urgente, ma la suora al centralino informa il suo interlocutore che il cardinale è in viaggio con papa Giovanni Paolo II e che non può rispondere al telefono. L’uomo allora insiste, dice di avere un messaggio urgente da comunicare e la chiamata viene passata alla Sala Stampa Vaticana. Quando rispondono, l’uomo al telefono, inconsapevole di chi fosse l’interlocutore, consegna il messaggio: “Emanuela è stata rapita”.

Nessuno da peso a quella chiamata che viene catalogata come uno scherzo di cattivo gusto. Il giorno successivo, però, la notizia della scomparsa di Emanuela si diffonde, a quel punto si capisce che la chiamata non è più uno scherzo di cattivo gusto ma una richiesta di attenzione, ciò nonostante l’informazione non viene condivisa se non 35 anni dopo. I legali della famiglia Orlandi da circa un anno cercano di trovare risposte su quella telefonata, al momento senza risultati.