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Caso Cagnoni: la Corte d'Assise pronuncia la condanna all'ergastolo
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La Corte d’Assise ha deliberato sul caso di omicidio che vede coinvolto il dermatologo Matteo Cagnoni sentenziando una condanna all’ergastolo.

Sono servite cinque ore di Camera di Consiglio, la Corte d’Assise del Tribunale di Ravenna ha deciso per la condanna all’ergastolo per Matteo Cagnoni riconoscendolo colpevole dell’omicidio volontario della moglie Giulia Ballestri(uccisa nella villa di proprietà a bastonate) gravato da premeditazione e crudeltà. La Corte ha quindi accolto la richiesta del pm Cristina D’Aniello che a seguito di un lungo processo cominciato nell’ottobre del 2017 aveva chiesto per l’imputato una condanna al carcere a vita. Non accolta invece la richiesta di una detenzione più dura che comprendeva, almeno in un primo periodo, l’isolamento diurno.

Caso Cagnoni, per la Corte il medico ha attirato la moglie in una trappola per ucciderla

Sebbene la sentenza completa verrà depositata tra 90 giorni, la corte ha dato lettura delle motivazioni che hanno portato alla sentenza d’ergastolo nei confronti dell’imputato. In base alle prove presentate dall’accusa ed alle oltre 100 testimonianze ascoltate, la corte ritiene che Cagnoni abbia attirato la moglie nella villa con la scusa di fotografare dei quadri da vendere per ucciderla. Il motivo di tale piano criminale sarebbe stata la separazione in atto: la coppia aveva da tempo problemi relazionali e la moglie aveva deciso di lasciarlo, una decisione che secondo il parere dei giudici non trovava d’accordo il medico e che lo avrebbe spinto ad un gesto atroce. A far propendere per la condanna a vita, però, è stata la modalità dell’omicidio: la donna è stata prima colpita con un ramo alla testa, quindi il suo viso è stato sbattuto con violenza contro uno spigolo per essere infine lasciata agonizzante per terra (secondo il referto dei medici il massacro sarebbe durato circa 40 minuti).

Con la sentenza di oggi la Corte d’Assise ha stabilito anche i risarcimenti per i parenti della vittima: ai genitori di Giulia dovranno essere versati 500.000 euro, al fratello Guido 150.000 euro e un milione di euro per ciascuno dei figli della coppia. Previsti risarcimenti anche per il comune di Ravenna, la linea rosa ed il risarcimento dei costi processuali affrontati finora dai familiari di Giulia. Con ogni probabilità la difesa proverà a presentare ricorso in Appello per provare quantomeno a mitigare la pena: il dermatologo infatti si è sempre dichiarato innocente.