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sindaco barcellona
(LLUIS GENE/AFP/Getty Images)

Corteo antirazzista a Bologna per la giornata del Rifugiato: il sindaco di Barcellona, Ada Colau, manifesta contro Salvini e lo attacca.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, ieri in tutta Italia si sono svolte manifestazioni a favore del diritto all’accoglienza da parte di chi scappa dalla guerra. Sono state decine di migliaia le persone che hanno sfilato in tutto lo Stivale e grande è stata la partecipazione a Bologna, dove in prima fila c’era Ada Colau, sindaca di Barcellona.

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Sindaco Barcellona in piazza attacca Salvini

Il primo cittadino del capoluogo catalano ha ricevuto la Turrita d’oro da Virginio Merola, sindaco di Bologna, il quale ha evidenziato: “Questo è un riconoscimento come segno di ospitalità e di apprezzamento verso una città con cui collaboriamo da tempo”. Ada Colau ha poi spiegato a chi era presente al corteo: “So che la Lega non rappresenta l’Italia, perché questa è un paese colto, impegnato a favore della vita umana, e so che voi sapete quanto è importante difendere la solidarietà”.

Ha aggiunto il primo cittadino: “Mi vergogno profondamente come cittadina spagnola e europea di queste politiche che stanno portando avanti gli Stati europei. Non esiste nessuna crisi dei migranti, nessuna crisi dei profughi, esiste solo una crisi dei valori. Dobbiamo ripartire dalle città, da Barcellona così come da Bologna”.

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Chi c’era al corteo antirazzista di Bologna

Il giudizio di Ada Colau è netto: “Trump e Salvini sono i volti di un discorso dell’odio che vuole disumanizzare il prossimo. Non lo possiamo permettere, è giunto il momento di opporci. Che affondi la paura e non le navi che vengono cariche di esseri umani”. Al corteo c’era tutta la sinistra antagonista: dai centri sociali Tpo e Làbas ai sindacati di base Usb e Adl-Cobas.

Sotto accusa le politiche sull’immigrazione del governo insediatosi da poco. Duro l’affondo di Ada Talarico del centro sociale Tpo: “Siamo noi a dire al governo che la pacchia è finita. Vogliono dividerci sulla base del colore della pelle e del genere, noi a tutto questo diciamo no”. Un migrante proveniente dal Mali rincara la dose: “Salvini dice che siamo troppi? La verità è che ci odia, che ha paura dei neri. Io non posso che dirgli di restare umano”. Ma non è solo questo governo il bersaglio dei manifestanti: sotto accusa vengono messi anche i tempi per il rinnovo del permesso di soggiorno dei migranti.