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tav danilo toninelli
(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Tav: il ministro Danilo Toninelli in Parlamento spiega che verrà rivista, rispondento a una interrogazione parlamentare del Partito Democratico.

Il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli rispondendo al question time a un’interrogazione del Partito democratico spiega l’intenzione del governo di rivedere il progetto sull’alta velocità Torino-Lione, al centro in questi anni di diverse polemiche. “Con riguardo alla linea ad Alta Velocità Torino-Lione, riporto quanto sottoscritto nel contratto di Governo: ci impegniamo a ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”, ha detto il neo ministro.

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Il ministro Danilo Toninelli motiva le sue parole sulla Tav

Quindi ha aggiunto: “Ciò che è notorio è che su questa direttrice non si sia verificato il previsto incremento dei traffici di merci che era il presupposto fondamentale dell’opera, come ha recentemente confermato anche il commissario di Governo”. Si tratterebbe insomma di mettere in discussione la reale utilità dell’opera e il ministro Danilo Toninelli non lo nasconde.

L’obiettivo “è quello di riesaminare in tempi brevi le diverse grandi opere per individuare quelle necessarie e buone per i cittadini, che dovranno quindi essere concluse a partire da quelle già iniziate. Tra quelle invece non a vantaggio della popolazione dovremo in un secondo momento analizzare e valutare nel dettaglio come agire, in un processo del tutto analogo a quello svolto in altri Paesi europei come la Francia”.

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Tav, la replica del Partito Democratico

La Tav, osteggiata negli anni da buona parte delle popolazioni locali, dal Movimento 5 Stelle e da parte della sinistra antagonista, ha trovato negli anni il parere favorevole delle amministrazioni regionali di tutti i colori politici, con il Partito Democratico in prima linea nel difendere l’opera. L’interrogazione odierna era firmata da 12 deputati del Pd di Piemonte e Liguria, che chiedevano chiarimenti su Tav e Terzo Valico.

Raffaella Paita, che si è fatta portavoce dei deputati del suo partito, ha replicato al ministro: “La richiesta di una verifica di costi benefici appare del tutto pretestuosa e finalizzata ad assecondare un certo ideologismo ‘anti’ anche perché su tutte le opere, per esplicito intendimento del precedente governo, sono state già effettuate le analisi costi/benefici e compiuti importanti percorsi istituzionali per la più ampia condivisione possibile”.