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La transessualità è una malattia mentale? La decisione dell’Oms. Una svolta nel mondo dei transgender arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa ormai da tempo di diversi casi e che associa queste situazioni a problemi di vario genere cercando di trovare una soluzione che va ritenuta importante da giudicare e ascoltare con attenzione.

La transessualità è una malattia mentale?

La transessualità non è una malattia mentale, questa è la decisione che è stata presa dall’Oms che ha sottolineato: “L’incongruenza di genere è stata definitivamente rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell’International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle condizioni di salute sessuale. Tale condizione è stata inserita in un capitolo di nuova creazione per dare spazio a condizioni collegate alla salute sessuale e che non necessariamente hanno a che fare con altre situazioni già codificate nell’Icd“.

Si può sottolineare di seguito quanto spiegato con cura: “Ormai è chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può creare un’enorme stigmatizzazione delle persone transgender. L’obiettivo è anche quello di portare a una migliore accettazione sociale da parte degli individui e a migliorare l’accesso alle cure perché si riduce la disapprovazione sociale”. Sono sempre molte purtroppo le storie di rifiuto a volte anche di violenza nei confronti dei transgender che hanno portato a questa decisione per capire come bisogna con attenzione valutare queste come condizioni sessuali e non di salute mentale.

Sarà importante capire cosa accadrà presto nelle prossime ore e se ci saranno delle polemiche in merito. Di certo ci troviamo di fronte a un momento che merita approfondimento e soprattutto comprensione. Il nostro paese forse è pronto per questo cambiamento, ma non del tutto e qualcuno potrebbe anche uscire con delle parole un po’ fuoriluogo. Una decisione quindi che ponderata dall’Oms deve essere accettata anche grazie alle spiegazioni più che lecite.