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Consuelo Palmerini
(Facebook)

Muore suicida gettandosi dal cavalcavia della Cassia Bis Consuelo Palmerini, campionessa di equitazione: non ha lasciato nessun biglietto.

La donna che ieri mattina si è gettata dal cavalcavia della Cassia Bis, all’altezza dell’uscita Castel de Ceveri, in direzione della Capitale, è Consuelo Palmerini, campionessa dell’equitazione di 46 anni. La donna non ha lasciato nessun biglietto d’addio, né in auto né nella sua casa.

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La ricostruzione del suicidio di Consuelo Palmerini

Consuelo Palmerini è andata a finire contro un Fiat Ducato. A causa del violentissimo urto è stata sbalzata dall’altra parte della carreggiata. Nonostante il soccorso immediato, è morta sul colpo. Viene confermato che la donna si sarebbe tolta la vita. Ricoverato in codice giallo all’Ospedale Gemelli di Roma il conducente del Ducato.

L’autista del furgone è Carlo Peciaroli, un 68enne residente in provincia di Viterbo. L’auto della donna sarebbe stata trovata poco distante dal punto in cui questa si è lanciata nel vuoto, sempre sul cavalcavia. Questo confermerebbe l’intento suicida della donna. Il traffico è andato in tilt dopo l’accaduto.

Chi era Consuelo Palmerini

Campionessa dell’equitazione, Consuelo Palmerini era un’allevatrice ed istruttrice federale, campionessa italiana nel 1992. Ritenuta atleta di livello internazionale, nel corso della sua lunga carriera, aveva preso parte in qualità di fantino anche al Palio di Siena. Su Facebook sono tanti i messaggi di cordoglio: “Non conoscevo il tuo abisso, sono senza parole e lacrime”, scrive un’amica.

Poi ancora: “Un ricordo doveroso per chi ci ha lasciato con un gesto estremo. Una persona che qui a Roma abbiamo conosciuto. Sensibile e delicata”. Sul sito ‘Cavallo Magazine’, Umberto Martuscelli ricorda: “Consuelo Palmerini non ha vissuto e non stava vivendo una vita facile. Tutt’altro. E’ anche questo che fa male da morire, adesso: l’idea della sofferenza che deve averla accompagnata giorno dopo giorno… Una vita che dal punto di vista delle passioni e dei desideri era cominciata come meglio non sarebbe stato possibile grazie ai cavalli che suo padre aveva comprato per lei”.