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terremoto contributi
(Giuseppe Bellini/Getty Images)

Terremoto Centro Italia, spuntano nuovi “furbetti”: contributi illeciti per mezzo milione di euro, 120 denunciati dalle Fiamme Gialle.

120 persone risultano denunciate dalla Guardia di finanza di Camerino, nelle Marche: sono accusati di aver percepito i contributi di autonoma sistemazione per le case dopo il terremoto del 2016. Le somme indebitamente percepite si aggirano intorno al mezzo milione di euro, mentre sono oltre 120.000 euro le somme già sequestrate.

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Terremoto, contributi illeciti: chi li ha percepiti

Questi i risultati dell’operazione ‘Anubi’ portata avanti dalla Guardia di Finanza: in particolare sono state evidenziate delle situazioni anomale che riguardano i possessori di seconde case e chi affitta nelle zone dell’Alto Maceratese a studenti e a lavoratori. Molti Comuni inseriti nel ‘cratere’ sismico sono mete turistiche e di villeggiatura, sia estive che invernali. Per tale ragioni, tanti sono proprietari di seconde case rispetto alle quali non hanno diritto al CAS e la loro dimora abituale è altrove, in Italia e all’estero.

C’è poi appunto chi aveva concesso la casa in affitto a studenti universitari o lavoratori. Altri nelle domande avevano inserito nella domanda – allo scopo di avere un contributo maggiore – la presenza di parenti o affini, che per motivi di lavoro e studio vivevano all’estero. Ci sono infine coloro che hanno continuato a vivere stabilmente a casa propria, ma dichiarano di alloggiare altrove.

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L’operazione della Guardia di Finanza

Ai cosiddetti ‘furbetti del terremoto’ si è arrivati grazie all’incrocio dei dati presenti nelle autodichiarazioni e il riscontro effettivo dei dati dichiarati dai singoli che richiedevano il CAS. Portata avanti un’operazione di Polizia Giudiziaria prima autonoma e poi coordinata dal procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio.

Queste le parole della Guardia di Finanza nel concludere una nota stampa in cui vengono rese note le denunce: “L’operazione evidenzia il costante presidio della guardia di finanza nel settore della spesa pubblica, a tutela dei cittadini onesti rispettosi delle regole”. Se l’indagine della Guardia di Finanza trovasse riscontro nelle aule di Tribunale sarebbe gravissimo: significherebbe che qualcuno ha approfittato di una situazione di emergenza seria per lucrare e ottenere fondi che si sarebbero potuti utilizzare a favore di situazioni reali di bisogno.

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