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Meriem Rehaily
Una giovanissima Meriem Rehaily

La giovane Meriem Rehaily aveva lasciato all’improvviso la famiglia in Veneto per unirsi all’Isis in Siria. Oggi parla da un campo di prigionia.

Meriem Rehaily è la studentessa originaria del Marocco e che risiedeva in provincia di Padova. La giovane, 22 anni, aveva deciso di cambiare vita dedicando tutta se stessa alla causa della Jihad, diventando una combattente. La ragazza era scappata in Siria nel 2014 per affiliarsi allo Stato islamico e da allora di lei non si erano più avute notizie. Ora però ‘Il Giornale’ l’ha intervistata. Meriem è consapevole di essere stata condannata in contumacia dal Tribunale di Venezia a 4 anni per reati di matrice terroristica. Si trova presso un campo di prigionia controllato da alcuni miliziani curdi nella località di Roj. Si tratta di una grossa tendopoli dove vivono mogli e figli di jihadisti caduti o catturati. La 22enne ha due figli. In lacrime ha fatto sapere di volere tornare in Italia: “Almeno avrei la possibilità di rivedere mia madre e di riabbracciarla, mi manca così tanto”.

Meriem Rehaily è pentita: “Voglio tornare a casa”

Meriem si discolpa in qualche modo da quelle che sono state le sue scelte: “Io in Italia non ho mai commesso reati, vivevo come una adolescente qualsiasi prima che l’Isis mi facesse il lavaggio del cervello. Andavo a scuola ed avevo degli amici“. Giunta a Raqqa, una delle roccaforti dell’Isis, la giovane aveva sposato un palestinese aggregato alle milizie islamiche, dal quale ha avuto due figli, rispettivamente di 18 e 6 mesi.

Intanto dopo molto tempo, lei era riuscita a chiamare i suoi genitori, che adesso stanno facendo il possibile per riportarla a casa. Il padre ha espresso tutta la propria felicità dopo aver saputo che Meriem era ancora viva. “Noi sappiamo da sempre che qualcuno l’aveva plagiata, ma sappiamo che è una persona buona. Così come sapevamo che non le era accaduto niente di male. Ora vogliamo che torni da noi”. Proprio l’Isis aveva annunciato intanto di compiere degli attentati durante i Mondiali in Russia cominciati due giorni fa.

A.P.