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Alexei Navalny (Photo credit should read MAXIM ZMEYEV/AFP/Getty Images)

Alexei Navalny, noto oppositore del Presidente Putin in Russia, è stato rilasciato dopo 30 giorni di detenzione per aver guidato una manifestazione, non autorizzata dal Cremlino, il 5 Maggio scorso ed ha dichiarato che è il momento perfetto per farsi arrestare.

“Putin non è il nostro zar” aveva gridato il 5 Maggio nell’ennesima manifestazione contro il Presidente Putin, assieme agli altri manifestanti del corteo, Alexiei Navalny, attivista e dichiarato più volte prigioniero politico da parte di Amnesty International, è stato scarcerato ed ha pubblicato piccanti rivelazioni sui cambiamenti di questi giorni nelle carceri russe. Appena liberato Navalyn ha riportato sul suo seguitissimo blog un particolare, inquietante e divertente al tempo stesso. Secondo il blogger le carceri russe sarebbero state “tirare a lucido” per l’imminente inizio dei Mondiali.

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Navalny consiglia di farsi arrestare prima che “la carrozza si ritrasformi in zucca”

Come nella storia di Cenerentola, secondo Navalny, la Russia starebbe cercando di mettere il vestito della festa partendo dalle carceri russe. Il blogger consiglia, infatti, di farsi arrestare prima che “la carrozza si ritrasformi in zucca”. La scelta del Presidente Putin di ‘modernizzare’ le carceri sarebbe dovuta, secondo l’attivista, all’imminente inizio dei Mondiali di calcio e al fatto che i Russi immaginando di dover arrestare, come è spesso accaduto in altre occasioni calcistiche, molti inglesi ubriachi terrebbero a fare bella figura.

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Oltre alla riverniciature delle sbarre le carceri Russe si starebbero attivando per offrire vari menù ai carcerati (come accade sugli aerei), per l’istallazione di televisori al plasma per non perdersi le partite e per l’assunzione di studentesse che facilitino la conversazione con i prigionieri stranieri. I Russi sarebbero, dunque, sì quasi pronti a mettere in galera i tifosi, se un pò troppo turbolenti, ma lasciandogli almeno un bel ricordo dei Mondiali dato che, dentro o fuori le sbarre, comunque non perderebbero la partita tanto attesa.

Marta Colanera