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I taser (Getty Images)

Taser ai poliziotti, arriva la decisione della Polizia: presto gli agenti lo avranno in dotazione. Le parole di Franco Gabrielli

I poliziotti in servizio potranno avere il taser in dotazione. Lo ha rivelato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, che si era recato all’ospedale San Martino per fare visita ai due agenti rimasti feriti domenica a Genova, in un caso di cronaca davvero terribile: uno dei due poliziotti è stato costretto a sparare, uccidendolo, un giovane che stava per accoltellare il suo collega. La tensione cresce e la Polizia si doterà presto di una nuova arma per arginare la criminalità: “Presto i poliziotti avranno in dotazione i taser, così potranno agire in condizioni di ulteriore sicurezza senza rischiare di arrecare eccessivi danni alle persone in occasione di certi interventi. L’iter per dotare la Polizia dei taser è partito nel 2014 e ora è alla firma del ministro”. Così ha spiegato Gabrielli, che ha anche preannunciato che inizialmente le pistole elettriche saranno sperimentate soltanto in alcune città insieme a Carabinieri e Guardia di Finanza. Poi, successivamente, dopo la sperimentazione, saranno distribuite a tutte le forze dell’ordine. “Sono vicende che lasciano sempre amarezza, anche quando a morire è una persona che delinque e che rischiava di uccidere uno dei nostri. Non è mai bello, non bisogna perdere l’umanità che deve contraddistinguere la nostra attività”.

Taser ai poliziotti, cos’è l’arma che avranno in dotazione

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I taser (Getty Images)

Ovviamente in molti sanno già di cosa parliamo, ma c’è anche chi si chiede cos’è il taser che avranno in dotazione i poliziotti. “Taser” in realtà è un acronimo (Thomas A. Swift’s Electronic Rifle), ed è classificato tra le armi “meno che letali”. Altrimenti noto come pistola elettrica o storditore elettrico, il taser fa uso dell’elettricità per paralizzare i movimenti del soggetto colpito, facendone contrarre i muscoli. In realtà non è “meno che letale”: negli Stati Uniti, dove probabilmente se ne fa abuso, secondo Amnesty International quest’arma è stata responsabile di centinaia di morti in pochi anni, anche perché è molto pericolosa se utilizzata su soggetti con problemi cardiologici. L’ONU l’ha inserita negli strumenti di tortura. Ovviamente, se utilizzata con responsabilità, può essere annoverata anche fra le armi di difesa.