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Luca Traini
Luca Traini protagonista di un raptus di rabbia in carcere (Websource)

Luca Traini perde il controllo nella cella del carcere di Macerata dove è detenuto dallo scorso mese di febbraio. Il 29enne accecato dalla rabbia.

Tensione nel carcere di Macerata dove è detenuto Luca Traini. Si tratta del 29enne militante della Lega Nord che nello scorso mese di febbraio diede in escandescenze dopo la notizia della morte orribile di Pamela Mastropietro, uccisa e fatta a pezzi nella città marchigiana. I principali imputati di quel delitto sono stati in questi mesi Innocent Oseghale, oltre a Lucky Awelima e Desmond Lucky. Per quest’ultimi due però è venuta meno l’accusa di omicidio. Ed a questa notizia Luca Traini non ci ha visto più dalla rabbia. Il giovane ha cominciato a colpire il muro della cella dove è detenuto a testate ed a pugni, con la vicenda avvenuta giovedì scorso, subito dopo aver appreso degli sviluppi della vicenda di Pamela. Traini si è in questo modo autoinferto delle ferite vistose, anche se comunque non di grave entità. L’uomo è stato subito bloccato dagli agenti della polizia penitenziaria e poi dato immediatamente in cura agli psichiatri.

“Luca Traini è pericoloso”

Lo scorso 3 febbraio invece scese per le strade di Macerata armato di pistola ed iniziò ad aprire al fuoco a caso contro alcuni immigrati che avevano avuto la sfortuna di incrociarlo. Per fortuna però senza ferire nessuno in maniera seria. Da allora Luca Traini è detenuto con l’accusa di tentato omicidio aggravato dall’odio razziale. Per il prossimo mese di agosto si attende una perizia psichiatrica, in attesa del processo con rito abbreviato che si celebrerà il prossimo 12 settembre. Traini è stato comunque dichiarato un elemento dotato di una certa pericolosità sociale e “parzialmente capace di intendere e volere”. Intanto la decisione del giudice di far cadere l’accusa di omicidio per Lucky Awelima e Desmond Lucky ha scatenato la rabbia della madre di Pamela Mastropietro. La donna ha parlato di “vero e proprio scempio della giustizia e di scelta assolutamente scandalosa da parte della magistratura”.

A.P.