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Morte Alessandra Appiano: la procura indaga su possibili negligenze
(Websource)

La procura di Milano ha aperto un’indagine sulla morte della scrittrice Alessandra Appiano per verificare che non ci siano state negligenze nella vicenda.

Una settimana fa la scrittrice Alessandra Appiano ha deciso di togliersi la vita gettandosi dal balcone dell’albergo di Milano in cui era alloggiata. La decisione estrema di Alessandra ha lasciato sgomenti tutti quelli che la conoscevano e persino chi poteva a giusto titolo ritenersi un amico stretto. Questi ultimi, infatti, erano a conoscenza del suo periodo difficile, della depressione contro cui da tempo lottava, ma nessuno di loro avrebbe mai pensato che sarebbe arrivata a tanto. In una recente dichiarazione pubblica, la giornalista Maria Cristina Giongo, grande amica della scrittrice scomparsa, ha spiegato che nessuno dovrebbe sentirsi in colpa per non aver fatto abbastanza poiché: “Io stessa non avevo capito quanto stesse male; ma solo che stava male. Era fiduciosa nella ripresa. Lo stesso la sua famiglia, sempre accanto a lei. Mi sembrava giusto chiarirlo”.

Se gli amici ed i conoscenti probabilmente non erano in grado di capire fino a che punto la depressione di Alessandra fosse giunta, qualcosa in più, probabilmente, avrebbero potuto capirla gli psicologi della struttura in cui era stata in cura fino a poco prima del suicidio. Proprio questo è ciò che vuole accertare la Procura di Milano nell’aprire un’indagine più approfondita sull’accaduto.

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Morte Alessandra Appiano: la Procura di Milano apre un’indagine

Il dubbio che il personale di Villa Turro, clinica per la cura degli stati depressivi, nella quale era stata ricoverata Alessandra Appiano avrebbe potuto accorgersi che non era ancora il caso di lasciarla andare è quello che ha spinto la Procura di Milano ad approfondire la vicenda. Il fascicolo sull’indagine è stato oggi trasmesso dal PM Angelo Renna al Dipartimento Ambiente, Salute e Lavoro, ma al suo interno non ci sono né indagati né sono state formulate ipotesi di reato. L’autopsia sul corpo della scrittrice è stata già ultimata, non ci sono vincoli dunque sull’organizzazione dei funerali, la cui data non è stata ancora comunicata.

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