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Lara era in fin di vita e non aveva ricevuto le cure necessarie da parte dell’ospedale. Solo la disperazione della madre ha permesso di tenerla in vita

Immagini strazianti postate da una donna per denunciare quanto successo alla propria figlia. Si tratta di una bambina di due anni che ha dovuto aspettare ore prima di ricevere le cure presso il pronto soccorso dell’ospedale pediatrico di Bristol. A quanto pare i dottori di un altro ospedale si erano rifiutati di spostare un appuntamento per una tac al cervello, nonostante le richieste disperate di sua madre. All’ospedale pediatrico è stato trovato un tumore cerebrale canceroso e sono iniziati i trattamenti. Lara Willcox, questo il nome della bambina, riusciva a malapena a sollevare la testa, non si muoveva, era diventata estremamente letargica e vomitava fino a tre volte al giorno. Ma i suoi genitori erano stati ripetutamente informati dal loro medico generico e dai medici del Royal University Hospital (RUH) di Bath, nel Somerset, che si trattava di “un riflusso” e che sarebbe sparito con un trattamento medico.

Le parole della mamma di Lara

Nonostante la diagnosi, i genitori chiesero ai medici di effettuare urgentemente una tac programmata però tre mesi dopo. Le condizioni di Lara stavano rapidamente peggiorando e così la mamma decise di ignorare i consigli dei medici di Bath e di portare la piccola al Bristol Children’s Hospital. “Da genitori avevamo capito che la stavamo perdendo. Non riusciva a fare nulla. Non si alza e urlava dal dolore”. Il reparto pediatrico ordinò immediatamente di fare una tac che evidenziò un tumore cerebrale canceroso e un enorme accumulo di liquido nel suo cervello. Il dolore intenso era causato dal fatto che lo stesso liquido stava schiacciando il midollo spinale. Dopo aver prosciugato il liquido, Lara si è sottoposta a un intervento chirurgico per rimuovere il tumore, prima che venisse portata in America per un trattamento protonico specialistico per eliminare il tumore. Subito dopo è stato ordinato un rapporto per valutare il trattamento fatto a Lara da parte della RUH. Il risultato è stato che è mancata la possibilità di individuare il tumore. Nel frattempo la piccola sta effettuando i controlli di routine per capire se il peggio è passato, infatti potrebbe perdere l’udito o parte della vista. “Come mai nostra figlia era passata dall’essere piena di vita a non essere interessata a nulla? Non stava mangiando, bevendo o giocando con suo fratello. L’abbiamo portata a Bristol per pura disperazione. Non sapevamo cos’altro fare. Quando abbiamo fatto la TAC, il neurologo ci ha detto che il tumore era considerevole e spingeva tra il suo tronco cerebrale e il midollo spinale. Una situazione estrema”.

Le indagini fatte dall’ospedale

La famiglia ha ora affidato il caso agli avvocati. “Eravamo sicuri che qualcosa fosse seriamente sbagliato, ma a volte sembrava che le nostre preoccupazioni non fossero prese sul serio”.  Un portavoce della RUH ha dichiarato: “La cura del paziente e la sicurezza sono la nostra priorità. Siamo spiacenti se questa cura non rispetta sempre i nostri standard molto elevati. Seguiamo le linee guida del NHS nel tentativo di ridurre i tempi medi di diagnosi dei tumori cerebrali nei bambini a quattro settimane o meno. Avevamo deciso di occuparci del caso di Lara Wilcox e, a seguito delle nostre indagini, abbiamo messo in atto una serie di raccomandazioni per il nostro servizio pediatrico. Queste includono una formazione aggiornata e obbligatoria per il personale sui segni e sintomi dei tumori cerebrali e un sistema di riferimento più rapido dei pazienti per le scansioni cerebrali”.