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(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Astori non è morto nel sonno e si poteva salvare, questa la clamorosa rivelazione sulla morte del capitano della Fiorentina.

Nella giornata di ieri i medici legali Carlo Moreschi e Gaetano Thiene, incaricati dal PM di Udine di effettuare l’autopsia sul corpo di Davide Astori, hanno depositato la relazione dove viene specificata la causa della morte del capitano della Fiorentina. Secondo quanto riportato dal ‘Corriere della Sera‘ in questa viene appurato che ad uccidere il calciatore è stata una tachiritmia (un’improvvisa accelerazione del battito cardiaco) e non una bradiaritmia come si pensava all’inizio (ovvero un rallentamento del battito cardiaco nel sonno). Questo ha portato alla conclusione che il calciatore non è morto nel sonno ma che sarebbe stato svegliato dall’improvviso aumento del battito cardiaco, condizione che avrebbe permesso di salvargli la vita qualora ci fosse stato qualcuno in stanza pronto a chiamare i soccorsi.

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Morte Astori: l’ultima notte del capitano della Fiorentina

La notizia che il capitano della Fiorentina poteva essere salvato, acuisce il dolore per la perdita di un ragazzo di appena 31 anni. Per mesi, infatti, si è creduto (in base alla prima autopsia) che il malore accusato da Astori lo avesse ucciso mentre dormiva, ma la relazione depositata ieri dai medici legali ha appurato che la presenza di qualcuno nella sua stanza avrebbe potuto salvargli la vita. La notte precedente Astori era rimasto in compagnia del compagno di squadra ed amico Sportiello, con il quale avevano giocato a lungo ai videogames. Intorno alla mezzanotte, il portiere della viola si è congedato dal capitano ed è andato a dormire in un’altra stanza. Nessuno avrebbe potuto prevedere cosa sarebbe successo, dunque nessuno ha una colpa specifica, ma dato l’accaduto sarebbe forse opportuno che i calciatori in trasferta dormissero sempre in coppia per ovviare a simili incidenti.