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Alessandra Appiano
(Twitter)

Alessandra Appiano: la verità sul suo stato d’animo in un post dell’amica giornalista e scrittrice Maria Cristina Giongo.

In un post su Facebook, la giornalista e scrittrice Maria Cristina Giongo parla del suicidio della collega e amica Alessandra Appiano, morta domenica all’età di 59 anni, lasciando molti punti interrogativi tra quanti la conoscevano. A giorni di distanza, in molti ne parlano e in tanti non si capacitano che la donna abbia davvero deciso di farla finita. La Giongo, con le sue parole, rivela un certo malessere che affliggeva Alessandra Appiano e scrive: “Vi assicuro che la famiglia sapeva del suo disagio di vivere, della sua acuita sensibilità verso l’esistenza che a volte ti stanca a morte”.

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Le parole della scrittrice amica di Alessandra Appiano

“Ma nessuno, dico nessuno, pensava arrivasse a tal punto da decidere di uscire di vita definitivamente. Anche i suoi amici, le sue amiche; parlo di quelli veri, che non hanno bisogno di andare in televisione a parlarne”, ha aggiunto la Giongo. La giornalista prosegue: “Chi si chiede perché non avesse mai espresso il suo desiderio di morire, ripeto: ‘non la conoscevi bene’. Lei soffriva, ma senza lacrime; certo, sarebbe stato bene lasciarle scorrere quelle lacrime”. Dure le parole della Giongo: “La parola Amicizia spesso viene usata a sproposito. Soprattutto nel mondo dello spettacolo. Dove tutti paiono amici “ma poi ti pugnalano alle spalle”, come lei stessa mi disse”.

“Infatti un vero amico ti è sempre vicino, sa le tue vicissitudini, conosce le tue paure, ti dà una mano nel momento del bisogno, ti telefona se è il tuo compleanno o ti telefona a prescindere, magari solo per chiederti come stai. Senza aspettare che sia tu la prima a farlo. E anche se abiti a tanti chilometri di distanza! Ti manda un messaggino di dispiacere se perdi un’amica”, dice ancora la scrittrice amica di Alessandra Appiano.

Quindi conclude: “Nessuno deve sentirsi in colpa adesso, io stessa non avevo capito quanto stesse male; ma solo che stava male. Era fiduciosa nella ripresa. Lo stesso la sua famiglia, sempre accanto a lei. Mi sembrava giusto chiarirlo. La depressione non ha bisogno di molte parole; solo di carezze. Tuttavia a volte non bastano quando è il tuo cuore a non farcela più. La tua anima. Come ho detto anche al caro marito di Alessandra, Nanni Delbecchi, ora possiamo solo stringerci attorno a lui, ai genitori di Alessandra, alla sorella, ai familiari tutti, ora tanto provati, nel suo ricordo d’amore. Senza più provare a capire a fondo una reale motivazione che forse …neanche lei capiva a fondo”.

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A cura di Gabriele Mastroleo