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Pensioni, flat tax e reddito di cittadinanza: le parole del premier Conte al Senato
(Photo by Andreas SOLARO / AFP)

Pensioni, flat tax e reddito di cittadinanza: le parole del premier Conte al Senato. 

Nel discorso che il premier Conte ha tenuto ieri dinnanzi al Senato per ottenere la fiducia al governo, è stato snocciolato tutto il core del programma Lega-5Stelle con riferimenti alla riforma radicale del sistema fiscale, ovvero l’introduzione della Flat tax a livello familiare e l’abbassamento dell’aliquota (già fissa) per le imprese, al reddito di cittadinanza che verrà introdotto solo dopo un potenziamento dei centri per l’impiego e delle pensioni. Su quest’ultimo argomento Conte ha disquisito sul taglio delle “Pensioni d’oro” senza però parlare della famosa “Quota 100” ovvero la riforma che dovrebbe portare al pensionamento anticipato. Il presidente del Consiglio ha insomma ribadito gli obbiettivi del governo, ma non ha parlato di tempistiche né ha aggiunto ulteriori dettagli a quanto detto nei giorni precedenti.

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Pensioni, flat tax e reddito di cittadinanza, ecco cosa ha detto Conte 

Per quanto riguarda le pensioni, il premier non ha fatto riferimento alla così detta “Quota 100” che dovrebbe abbassare l’età di pensionamento massima a 64 anni, e non ha nemmeno parlato di riforma della Legge Fornero, limitandosi a ribadire l’impegno del governo nel taglio delle “Pensioni d’oro“, ovvero quelle che arrivano o superano i 5.000 euro al mese. Su queste, infatti, ha detto che si tratta di: “Un esempio di privilegio ingiustificato che va contrastato”, quindi ha promesso: “Gli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati”.

Deludente anche l’esposizione della riforma fiscale, anche in questo caso è stato confermato che l’obbiettivo è rivoluzionare il sistema di tassazione attraverso l’inserimento di una flat tax anomala che presenta delle deduzioni che permettano l’esistenza di una progressività nella tassazione, come previsto dalla Costituzione. Nessun accenno alle tempistiche di applicazione della riforma, non è stato dichiarato se questa verrà applicata in un’unica soluzione o in una soluzione doppia, se verrà privilegiata la riforma delle tassazioni per la famiglia o quella per le imprese, nessun accenno nemmeno al blocco dell’aumento dell’IVA che scatterebbe dal prossimo 1 gennaio 2019.

L’ultimo punto toccato è quello del reddito di cittadinanza, altro cavallo di battaglia elettorale, ed anche in questo caso non viene fornita una data certa per l’applicazione del provvedimento. Anzi la riforma viene decisamente allontanata nel tempo a data da destinarsi poiché a riguardo il premier ha spiegato che prima è necessario potenziare i centri dell’impiego: “Ci proponiamo, in una prima fase, di rafforzare i centri per l’impiego – afferma Conte che poi aggiunge – Nella seconda fase verrà erogato il sostegno economico vero e proprio”.

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