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(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Operaio licenziato Fiat per aver ‘impiccato’ Sergio Marchionne, si cosparge di benzina e minaccia di darsi fuoco sotto casa di Luigi Di Maio.

Si è presentato davanti alla casa del neo ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, insieme ad altre persone, armato di una tanica di benzina, quindi ha minacciato di darsi fuoco. L’uomo è Mimmo Mignano, uno dei cinque operai della Fca di Pomigliano d’Arco (Napoli) per cui la Cassazione ha confermato il licenziamento oggi. Lui e i suoi colleghi, il 5 giugno del 2014, inscenarono una clamorosa protesta.

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Licenziato Fiat: cosa era accaduto

Si presentarono infatti davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco con un manichino con le sembianze di Sergio Marchionne. Quindi simularono l’impiccagione del pupazzo rappresentante l’amministratore delegato di Fca. Per tale motivo, i cinque vennero licenziati dall’azienda. La sanzione venne confermata dal tribunale di Nola, poi la Corte d’Appello rovesciò quella sentenza. Oggi l’ultimo atto, con la decisione della Cassazione: secondo la suprema Corte quei licenziamenti erano legittimi.

Sarebbero stati  “travalicati i limiti della dialettica sindacale”. Per la Corte d’Appello, invece, la “rappresentazione scenica” era relativa a un finto suicidio “e non un omicidio”. In sostanza, non c’è stata “istigazione alla violenza”, come invece aveva formalizzato Fca. I cinque colleghi, Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore avevano festeggiato la sentenza in Piazza del Plebiscito, nel cuore di Napoli.

La protesta sotto casa di Luigi Di Maio

Oggi invece, per i cinque, è arrivata la doccia fredda, così Mignano, forse esausto da questa vicenda che va avanti ormai da cinque anni, si è presentato sotto casa di Luigi Di Maio armato di una tanica di benzina, in compagnia di un altro dei licenziati. Si così cosparso del liquido infiammabile, minacciando di darsi fuoco. A evitare il peggio, sono intervenute le forze dell’ordine, che lo hanno bloccato e lo hanno soccorso, riportando la situazione, almeno apparentemente alla normalità. Luigi Di Maio, ovviamente, non era presente nell’abitazione, poiché impegnato nel dibattito parlamentare alla Camera sulla fiducia al governo Conte, nel quale ricopre i ruoli di ministro e vicepremier.

A cura di Gabriele Mastroleo