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pescolanciano
(foto Vigili del fuoco)

A Pescolanciano, in provincia di Isernia, Molise, un incendio è divampato nella notte in una struttura da poco allestita a centro accoglienza per 15 migranti. Il sindaco lancia l’allarme xenofobia.

Terribile vicenda quella accaduta questa notte in Molise, a Pescolanciano, un piccolo comune di circa 900 abitanti, dove autori, al momento ancora ignoti, hanno appiccato un incendio nella struttura da poco scelta per ospitare 15 migranti richiedenti asilo. La struttura sarebbe stata incendiata partendo dalla stanza adibita alla gestione dei migranti ma non provocando altri particolari danni al resto dello stabile. Il centro di accoglienza dei richiedenti asilo è stato promosso da una Cooperativa privata che, già nelle settimane precedenti, si era scontrata con un clima  generalizzato di contrarietà da parte dei residenti.

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Incendiata struttura per l’accoglienza di Pescolanciano: parla il sindaco Manolo Sacco

Lo stesso sindaco, Manolo Sacco, era riuscito ad avere un consenso al Cat da parte dei suoi cittadini solo a patto che questo ospitasse solo ed unicamente richiedenti asilo che fossero minorenni e non accompagnati. Quando è stato deciso di inviare bisognosi di assistenza alla struttura che non rispecchiavano i canoni richiesti dagli abitanti di Pescolanciano gli animi della popolazione hanno iniziato a scaldarsi.

Sacco ha rilasciato diverse dichiarazioni in cui si è detto spaventato dall’idea che sia stato un atto di xenofobia a causare il rogo che ha danneggiato in tal modo gli interessi di un concittadino ma ha anche aggiunto, secondo quanto riporta ‘Repubblica’:

“Sono pronto a restituire la fascia al Prefetto di Isernia perché non mi sento tutelato: viviamo in un clima di terrore. Condanno duramente il gesto ma abbiamo bisogno di aiuto. La popolazione è stanca di vedere certi abusi. Lo stabile incendiato non è in regola. Si trova, infatti, su una strada a scorrimento veloce e, quindi, senza possibilità di prevedere strisce pedonali. Inoltre lì accanto c’è un distributore di benzina e gas non bonificato. Ma come si può autorizzare? È questo che la popolazione contesta, non l’ accoglienza o il colore della pelle”.

Il sindaco prende, dunque, le distanze dall’atto riprovevole che è stato compiuto ma lo considera in sè un atto di ribellione contro le condizioni in cui versa la città e fa un appello diretto al Ministro dell’Interno Salvini per avere un aiuto concreto dalle istituzioni. La polizia, che ha riconosciuto l’incendio come doloso, indaga sulla vicenda e sui responsabili.

Marta Colanera