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(Pixabay)

Ieri al memorial Ottorino Verzaro di Lendinara, Rovigo, durante una partita fra due squadre della categoria Pulcini, dopo un fallo, un genitore è entrato in campo ed ha schiaffeggiato un bambino.

L’episodio è apparso da subito molto spiacevole, oltre che estremamente diseducativo, per tutto il gruppo di piccoli calciatori che stava giocando sua partita con sportività.

Uomo entra in campo e schiaffeggia un bambino: cosa è accaduto

La partita era già al decimo minuto del secondo tempo quando è avvenuto un contrasto fra l’attaccante del Lendinarese ed il portiere del Fiessese, di quelli non gravi, che possono capitare e si risolvono facilmente, soprattutto in categorie così giovani come quelle dell’annata 2008-2009 che si trovava ieri in campo.

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Dopo il fatto molti fra gli animi dei genitori, però, hanno cominciato a scaldarsi ed ha iniziato crearsi un clima che non ha permesso ai bambini di tornare a concentrarsi sulla partita.

Un uomo, padre di un giocatore del Lendinarese, si è alzato dagli spalti ed è entrato in campo con l’apparente intento di smuovere positivamente questa situazione di stallo, tanto che nessuno, nè arbitro nè allenatori, gli ha fatto notare che effettivamente non avrebbe dovuto. L’uomo, però, è arrivato davanti al portiere del Fiessese, lo spintona e gli ha assestato uno schiaffo in testa. Tutti i presenti sono rimasti sbalorditi e la reazione a questo gesto così brutale è stata altrettanto pesante. I genitori hanno iniziato a scomporsi, ad urlare ed hanno telefonato alle Forze dell’Ordine e l’allenatore del Fiessese, allontanato quell’uomo violento dal bambino, lo ha rincorso per non farlo scappare.

La partita è stata sospesa ed arrivati al campo i Carabinieri di Badia Polesine sono state raccolte le testimonianze sull’episodio: dei bel bambino aggredito, dei suoi genitori e dei tanti altri testimoni presenti durante l’accaduto.

Certamente non si può dire che sia stato un episodio edificante per i piccoli calciatori ma il comportamento degli altri genitori nella presa di distanza a tale violenza gratuita è anch’esso definibile, in un certo senso, come gioco di squadra.