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aida nizar bagno
(screenshot video)

Aida Nizar fa il bagno nella fontana di Trevi, mentre qualcuno realizza un video: viene multata dai vigili e fa il pieno di critiche sui social.

L’ex gieffina spagnola Aida Nizar fa di nuovo parlare di se, ma stavolta i litigi all’interno della Casa più famosa d’Italia non c’entrano nulla. Infatti, l’ex concorrente del Grande Fratello 2018, in abiti estivi, si è tuffata nella fontana di Trevi. Una scena che ha ricordato a qualcuno la scena di ‘La Dolce Vita’ di Federico Fellini. Solo che Aida Nizar non è certo Anita Ekberg e in molti non hanno preso bene il suo gesto.

Aida Nizar multata per il bagno nella fontana di Trevi

Nel video si sente Aida Nizar rivolgersi a chi sta riprendendo: “Aida lotta per il sogno che merita, sono nella Fontana di Trevi e adoro la mia vita. Mi fa impazzire questo momento”. A un certo punto, a rovinare il bagno della spagnola sono giunti i vigili urbani, che le hanno contestato il fatto che quel gesto è vietato. Ne è nato un siparietto, con Aida Nizar che ha osservato: “Ma tu sai chi sono? Lavoro nella tv. Questo non è giusto, non è gentile”. Immediata la replica del vigile: “Ma è normale che ti fai il bagno?”. E lei: “Ma tu lo sai che caldo che fa?”. Gli agenti di polizia municipale non hanno ovviamente voluto chiudere un occhio e per Aida Nizar è scattata la multa salata da 450 euro.

Le critiche social ad Aida Nizar

In tanti hanno commentato l’accaduto sui social e hanno criticato Aida Nizar: “Sei una maleducata e incivile, un opera d’arte come la Fontana di Trevi e tu che la sporchi con la tua presenza!”, viene fatto notare. Un altro utente aggiunge: “I monumenti e i beni culturali sono forse l’unica cosa preziosa che ci è rimasta e permettiamo che diventino il gioco di qualche cretino?”. Molti sono gli insulti, alcuni dei quali irripetibili, nei confronti della spagnola. Un fan di Aida Nizar sottolinea infine: “Vorrei che tu chiedessi scusa e dicessi ai tuoi fan che questo non si fa. Non avevi cattive intenzioni, ma hai sbagliato e dare un buon esempio è doveroso”.

A cura di Gabriele Mastroleo