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Vuoi scommettere? Alessia Marcuzzi costretta a pagare pegno così
(Websource)

Vuoi Scommettere? è arrivato ieri sera alla terza puntata, la prima ospite di rilievo è stata Alessia Marcuzzi ecco cosa è stata costretta a fare per pagare pegno.

Dopo Maria De Filippi anche Alessia Marcuzzi è stata costretta a pagare pegno per aver fallito la scommessa effettuata durante il programma. Come ormai chiaro, il format di ‘Vuoi Scommettere?’, programma condotto da Michelle Hunziker e dalla figlia Aurora Ramazzotti, prevede che gli ospiti scommettano sulle prove affrontate dai concorrenti durante il programma, in questo caso la concorrente doveva centrare almeno 3 dei toast espulsi dai tostapane scagliando una freccia e la conduttrice romana ha puntato sulle capacita della ragazza. Purtroppo per lei la giovane concorrente non è riuscita nell’impresa e Alessia è stata costretta a sottoporsi a quella che è diventata la tradizionale punizione del programma.

Vuoi Scommettere? Alessia Marcuzzi paga pegno con il divaricatore palatale

La punizione per aver fallito la scommessa consisteva nell’indossare il divaricatore palatale, uno strumento utilizzato in un gioco da tavolo, e pronunciare la frase: “Hai i nervi tesi e tutto ti va male, un buon consiglio te lo dà il guanciale”. Con le labbra impossibilitate ad assecondare i movimenti necessari a far uscire i suoi corretti, pronunciare una frase così lunga in maniera comprensibile è praticamente impossibile, ed infatti Alessia Marcuzzi non è riuscita a farsi comprendere dai presenti né dai telespettatori dando vita ad una scenetta divertente che ha dato il via alla risata incontenibile e contagiosa della conduttrice elvetica.

Molto divertita dalla punizione anche la Marcuzzi che per tutto il tempo della prova non è riuscita a smettere di ridere, aumentando il coefficiente di divertimento dei presenti in studio, i quali hanno alternato sonore risate ad applausi per la conduttrice che alla fine ha dovuto desistere dall’intento di completare la punizione assegnatale da Michelle Hunziker.